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"LE ALI DELLA LIBERTÀ":
IL FILM DELLA SPERANZA

 

Sito dedeicato al FILM! (in Inglese)Nel 1995 veniva proiettato il film americano "Le ali della libertà" - titolo originale "The Shawshank redemption" (la redenzione di Shawshank) - del regista Frank Darabont, tratto da un racconto di Stephen King, che vedeva come protagonisti gli attori Tim Robbins (la stagione successiva regista di "Dead man walking - Condannato a morte") e Morgan Freeman.

"Le ali della libertà" narra la storia del giovane bancario Andy Dufresne (Tim Robbins), condannato a due ergastoli per altrettanti omicidi, che viene rinchiuso nel terribile carcere di Shawshank, nello stato del Maine, nel Nord-Est degli U.S.A.; nell'evolversi della storia si scoprirà che l'ergastolano non aveva commesso quei crimini, ma era stato ritenuto colpevole per una serie incredibile di coincidenze a suo sfavore. Nonostante la consapevolezza di un'esistenza andata in fumo irrimediabilmente, Dufraisne trova l'amicizia del detenuto Red (Morgan Freeman) e provvede ad essere testimone della speranza nell'ambiente in cui si è venuto a trovare.

La storia si conclude con il colpo di scena dell'evasione del protagonista, tramite un cunicolo scolpito nella parete della propria cella e coperto da un poster gigante raffigurante una bellezza femminile del tempo. Questo tunnel è stato scavato da Andy tramite un minuscolo martello da roccia, fatto per modellare piccole pietre, le stesse che costituivano le mura del penitenziario e che potevano essere asportate con quello strumento senza troppa difficoltà. Il banchiere era infatti esperto di geologia, lo studio della quale, non è altro che l'analisi degli effetti derivanti dalla pressione e dal tempo; e in meno di vent'anni Dufresne riuscì nel suo intento. Ora, da questi due concetti, pressione e tempo, parte un insegnamento per tutti noi, in quanto, per raggiungere degli obiettivi servono spesso dei lunghi periodi, insieme, peraltro, ad un costante impegno che può essere paragonato alla pressione.

E non è finita: il protagonista fu poi costretto, per tornare ad essere un uomo libero, a passare anche attraverso il tubo di scarico della prigione; commenta infatti Red :"Andy andò incontro alla libertà strisciando per cinquecento metri tra liquami puzzolenti e schifosi", come per dire che, occorre passare anche attraverso la scomoda strada della sofferenza.

Tra gli altri insegnamenti del film vi è poi da ricordare il tema della strumentalizzazione della Bibbia, comportamento tenuto da Norton, direttore del penitenziario - che fino all'ultimo sfruttò le conoscenze giuridiche ed economiche dell'ex-bancario per la copertura dei suoi loschi affari - e per il quale arriverà alla fine l'inesorabile condanna. Tuttavia occorre annoverare anche l'affermazione lasciata per iscritto da Dufresne a Norton, sulla prima pagina di una Sacra Scrittura, la sera prima dell'evasione, per cui la salvezza si trovava proprio in quel Libro.

Per finire, vi è una riflessione da parte di Red riguardo alle mura di Shawshank: "queste mura sono strane: prima le odi, poi ci fai l'abitudine e se passa abbastanza tempo non riuscirai a farne a meno; è la tua vita che si prendono, la parte che conta almeno"; tuttavia, quando alla fine Red otterrà la libertà condizionata, nonostante le difficoltà di adattamento all'ambiente esterno, sceglierà di vivere, affidandosi a quella speranza di cui Andy Dufresne gli parlò durante la prigionia.

Ora, dopo la visione de "Le ali della libertà", occorrerà da parte nostra - e ciò vale particolarmente per la realtà pergolese - far proprio lo slogan contenuto nella locandina del film: "LA PAURA TI RENDE PRIGIONIERO, LA SPERANZA PUÒ RENDERTI LIBERO": occorreranno certo la pressione e il tempo .

Marco Cingolani          

 

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