La porta di casa
è chiusa, chiuse le finestre.
Attorno alla soglia è cresciuta
lerba. Pare una casa disabitata: nessun segno di vita, né gerani al balcone né
biancheria stesa al sole.
Isidoro, curvo sotto il cappello
dalpino, senza penna, taglia lerba tutto attorno, come un barbiere, pelo e
contropelo.
"Non vai a far legna
oggi?" chiede il passante curioso.
"Fatti gli affari
tuoi!" è la secca risposta.
Isidoro è un uomo abitualmente
cortese, ma di legna non vuol più sentire parlare. Per anni ne ha vista fin troppa.
È sempre vissuto poveramente,
spezzandosi la schina in quel suo fazzoletto di terra e facendo il bracciante agricolo.
Quando il vento tempestoso di
Corina spezzava i rami secchi e schiantava i quercioli del bosco, lui li raccoglieva e,
come una formica, trascinando un peso più grande di lui, risaliva il dirupo, finoa casa.
Poi, segandoli in piccoli pezzi
per la stufa, ne faceva una grande catasta.
Quindi guardava soddisfatto il
lavoro svolto: linvernata sarebbe stata meno rigida. Così per anni.
Fino a quando si verificarono i
furti: dalla sera alla mattina la catasta di legna si assottigliava paurosamente. Isidoro
ne fu, dapprima, indignato e avvilito.
Ma ben presto subentrò una
grande curiosità di sapere chi fosse il miserabile che si approfittava delle fatiche
altrui.
Dopo vani e frustranti
appostamenti notturni, si decise.
Con un trivello praticò nella
legna dei piccoli fori che riempì di polvere da sparo, quella che si usava un tempo per
caricare i fucili da caccia ad avancarica. Non ne mise molta: non voleva far male a
nessuno.
Quindi si dispose a paziente
attesa.
Giunto linverno, il vento
girò e prese a soffiare quello gelido di tramontana.
Cadde la prima neve e la gente si
rintanò nelle case, mentre i camini sbuffavano fumo. Poi cominciò: il silenzio della
sera fu rotto da una serie interminabile di botti. Provenivano non dalla casupola di
qualche miserabile, ma dalla bella casa di un ricco possidente vicino di casa.
Evidentemente, come sta scritto
nel "Germano Steppone", esiste una soglia di povertà, ma una soglia di onestà
non esiste.
Isidoro non ha fatto nulla: gli basta sapere che
i vicini sanno che lui sa. |