Torna all'indice! Pagina 25        

line.jpg (1670 bytes)

GENTE SENZA STORIA

UN’ INDAGINE RUMOROSA

 

Or dissodo un terreno secco e duro.
La vanga
Urta in pietre, in sterpaglia.
Scavar devo Profondo,
come chi cerca un tesoro.

  (U. Saba)

 

La porta di casa è chiusa, chiuse le finestre.

Attorno alla soglia è cresciuta l’erba. Pare una casa disabitata: nessun segno di vita, né gerani al balcone né biancheria stesa al sole.

Isidoro, curvo sotto il cappello d’alpino, senza penna, taglia l’erba tutto attorno, come un barbiere, pelo e contropelo.

"Non vai a far legna oggi?" chiede il passante curioso.

"Fatti gli affari tuoi!" è la secca risposta.

Isidoro è un uomo abitualmente cortese, ma di legna non vuol più sentire parlare. Per anni ne ha vista fin troppa.

È sempre vissuto poveramente, spezzandosi la schina in quel suo fazzoletto di terra e facendo il bracciante agricolo.

Quando il vento tempestoso di Corina spezzava i rami secchi e schiantava i quercioli del bosco, lui li raccoglieva e, come una formica, trascinando un peso più grande di lui, risaliva il dirupo, finoa casa.

Poi, segandoli in piccoli pezzi per la stufa, ne faceva una grande catasta.

Quindi guardava soddisfatto il lavoro svolto: l’invernata sarebbe stata meno rigida. Così per anni.

Fino a quando si verificarono i furti: dalla sera alla mattina la catasta di legna si assottigliava paurosamente. Isidoro ne fu, dapprima, indignato e avvilito.

Ma ben presto subentrò una grande curiosità di sapere chi fosse il miserabile che si approfittava delle fatiche altrui.

Dopo vani e frustranti appostamenti notturni, si decise.

Con un trivello praticò nella legna dei piccoli fori che riempì di polvere da sparo, quella che si usava un tempo per caricare i fucili da caccia ad avancarica. Non ne mise molta: non voleva far male a nessuno.

Quindi si dispose a paziente attesa.

Giunto l’inverno, il vento girò e prese a soffiare quello gelido di tramontana.

Cadde la prima neve e la gente si rintanò nelle case, mentre i camini sbuffavano fumo. Poi cominciò: il silenzio della sera fu rotto da una serie interminabile di botti. Provenivano non dalla casupola di qualche miserabile, ma dalla bella casa di un ricco possidente vicino di casa.

Evidentemente, come sta scritto nel "Germano Steppone", esiste una soglia di povertà, ma una soglia di onestà non esiste.

Isidoro non ha fatto nulla: gli basta sapere che i vicini sanno che lui sa.

Enzo Bartolucci          

 

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA