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  Riflessioni...

      di Eugenio Marcucci
 

L’anno che se n’è andato non ci ha permesso di tirare il fiato nemmeno per un giorno. È successo di tutto e, come sempre, tirando le somme, si scopre che il bilancio segna rosso. Nel senso che la quantità di tragedie e disastri supera di gran lunga i fatti positivi, rari come le mosche bianche.

Se i sequestrati Giuseppe Soffiantini e Alessandra Sgarella sono tornati a casa, Pantani si è coperto di gloria ciclistica, l’Italia è entrata nellìEuro a vele spiegate e a Padre Pio sono stati riconosciuti dalla Chiesa i titoli di santità che gli sono dovuti, per contropartita la lista dei guai è interminabile.

Rimangono nella memoria la strage del Cermis, l’alluvione di Sarno, il palazzo crollato a Roma, i panettoni al topicida. Le speranze, nate con la cura anticancro del professor Di Bella, non hanno resistito alla sperimentazione. Ed è fallito ogni tentativo di frenare gli sbarchi dei clandestini lungo le coste pugliesi e calabre. Le ripetute affermazioni dei politici più autorevoli, che l’Italia "apre le braccia" a chiunque arrivi, ha autorizzato i traghettatori a moltiplicare gli sforzi e a sfruttare il filone d’oro del mercato di carne umana. E anon guastare questa immagine del nostro Paese, un deputato (comunista) è andato fino a Mosca per scortare a Roma un personaggio come il curdo Ocalan, che nessuno vuole in casa perché, come direbbe il Manzoni, non è "farina da far ostie".

Il 1998, con le supervincite miliardarie all’Enalotto, ha visto crescere la fabbrica delle illusioni. Gli italiani, due volte alla settimana, sognano un fiume di denaro nel quale fare il bagno. La fortuna è un valore che prende il posto dell’impegno e del lavoro. Con quale risultato psicologico, particolarmente nei giovani, sempre portati a volere "tutto e subito", è da vedere.

Dite che è un quadro pessimistico? Forse, ma la realtà è questa.

A cavallo dell’anno vecchio e dell’anno nuovo ci ha colpito una notizia di cronaca. L storia di quel sacerdote del viterbese, don Pietro Verbigrazia, 71 anni, che ha passato due giorni e tre notti in fondo a un dirupo dov’era precipitato la notte di San Silvestro. L’hanno trovato malconcio, ma vivo: se la caverà. Un miracolo.

Cominciare così il 1999 potrebbe essere di buon auspicio.

 

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