Nei numeri
scorsi del nostro giornalino abbiamo parlato dell'acqua potabile, o meglio non potabile,
che scorre nell'acquedotto di Pergola. Un po' indignati abbiamo pubblicato una pagina
bianca per raccontare in modo immediato quali fossero state le reazioni in città. Sarà
stata la pagina, sarà quel che sarà, fatto è che qualcosa si è mosso.
I primi a dare segni di reazione
sono stati i cittadini che hanno cominciato a telefonarci e a fermarci per strada per
chiedere spiegazioni; poi il sindaco - che pur guardandosi bene dal rispondere sul nostro
umile periodico - ha relazionato in consiglio comunale. Silenzio invece da parte
dell'opposizione che nel suddetto consiglio comunale ha abbandonato la seduta prima che si
discutesse del problema dell'acqua.
Per quelli che non ci hanno
fermato per strada e per i molti che non erano presenti in consiglio comunale cerchiamo di
riassumere come stanno le cose, certi come siamo, che, su 3.500 famiglie - tante sono
quelle che ricevono ogni mese il nostro giornale - almeno 3.400 siano all'oscuro della
situazione, seppur siano in gran parte fruitori del pubblico acquedotto pergolese.
Non vi nascondiamo che la sola
idea di cercare di fare chiarezza in un ginepraio di analisi ed ordinanze che si
susseguono da ormai 6 mesi, ci fa venire il "mal di capa". Noi, comunque
interpellando Mauro Marini, ricercatore del CNR, esperto nel settore delle acque ci
proviamo. Voi, se volete, provate a seguirci con pazienza.
Prima domanda:
L'acqua a Pergola è potabile?
Prima risposta: No, c'è
un'ordinanza del sindaco che ne vieta l'utilizzo; c'è un esame chimico che riporta dei
risultati fuori dai normali parametri; per cucinare le mense delle scuole cittadine vanno
a prendere l'acqua alla frazione Leccia di Serra Sant'Abbondio.
Seconda domanda:
Da quanto tempo l'acqua non è potabile?
Seconda risposta: Da circa sei
mesi (giorno più, giorno meno)
Terza domanda:
Perché un periodo così lungo?
Terza risposta: Perché non si
tratta di un normale inquinamento batteriologico per il quale basta aggiungere del cloro
per risolvere il problema.
Quarta domanda:
Che tipo di problema ha allora la nostra acqua?
Quarta risposta: Il parametro
fuori dal normale intervallo di valori è l'indice di aggressività. I tecnici del
laboratorio multizonale di Pesaro hanno fatto presente ai nostri amministratori che questo
parametro è 11,9 contro un minimo tollerato che è 12.
Quinta domanda:
Allora questo parametro è quasi nella norma?
Quinta risposta: No, il parametro
non varia da 1 a 100 per cui 11,9 è quasi 12, ma praticamente si sposta da 12,1 a 11,9,
cioè o è sopra o è sotto 12.
Sesta domanda:
Cos'è l'indice di aggressività?
Sesta risposta: Indica quanto
"corrosiva" è l'acqua. Dice il laboratorio multizonale di Pesaro: "
l'indice di aggressività dell'acqua di Pergola è 11,9 quindi l'acqua non deve venire a
contatto con tubazioni in cemento-amianto"
Settima domanda:
Il nostro acquedotto ha tubazioni in cemento-amianto
Settima risposta: Sì, l'intero
tragitto Cafanne - Bellisio, per un tratto complessivo di oltre un chilometro.
Ottava domanda:
allora l'acqua di Pergola contiene amianto?
Ottava risposta: Non lo si sa con
certezza ma il sospetto c'è ed è più che fondato, i tecnici ci hanno messo in allarme.
Nona domanda:
L'amianto è cancerogeno?
Nona risposta: Sicuramente sì,
altrimenti perché i tecnici si sarebbero allarmati?
Decima domanda:
Ma non si può fare nulla?
Decima risposta: Certamente sì,
non siamo noi dei tecnici ma, a quello che siamo riusciti a sapere, esistono diverse
soluzioni: 1) sostituire le tubazioni in amianto; 2) provare a mettere dei cloratori
automatici in località Cafanne, quindi a monte delle tubature incriminate; 3) fare
periodicamente un'analisi specifica delle acque a valle per verificare la presenza di
amianto.
Domanda extra con bonus
da 1000 punti:
perché allora
tutto ciò non viene fatto?
Lo chiediamo pubblicamente ai
nostri amministratori, pregandoli di correggerci se ciò che abbiamo sin qui asserito non
corrispondesse a verità. |