La memoria
storica pergolese degli anni che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni
nostri non sempre ha ricordato i figli di questo territorio con i giusti riconoscimenti
che dovrebbero meritare.
Giuseppe Caprini è uno di questi.
Lo ricordano, oltre i parenti più intimi, gli amici che con lui condivisero l'impegno
politico che affermò in Italia la libertà contro la dittatura fascista sconfitta e
contro la minaccia del comunismo che, per aver contribuito in modo determinante alla fine
del nazifascismo, seminava sul terreno politico mondiale, allora particolarmente fertile
per la sua ideologia, il seme di una dittatura altrettanto pericolosa per l'umanità.
Nell'immediato dopoguerra in Italia fiorì una intensa attività di proselitismo da parte
di tutti i partiti usciti dal Comitato di Liberazione Nazionale.
Fu un gruppo di intellettuali a far nascere a Pergola la Democrazia Cristiana. Ricordo
soprattutto i prof. Camillucci e Bartolucci (Lino), l'avvocato Venturi (Giovannino) e il
rag. Caprini (Peppe).
Fu una scuola di formazione politica: a giorni e orari stabiliti si svolgevano vere e
proprie lezioni e sulla cattedra si alternavano gli amici che ho ricordato.
Bartolucci portava la sua esperienza di vita democratica americana e svizzera (addetto
culturale alle ambasciate d'Italia in USA prima e a Berna poi), Camillucci, con la sua
caratteristica oratoria, faceva riflettere sul pensiero di Maritain, Bernanos e Sturzo.
Peppe Caprini ricordava le vicissitudini sue, dei fratelli e degli amici del dopoguerra
1915-18, quando lo scontro ideologico tra Popolari e Socialisti rivoluzionari andava ben
oltre i limiti di un confronto dialettico. Raccontava di processioni religiose impedite,
di fanfare di giovani di Azione Cattolica assalite e distrutte, di nottate passate sul
campanile di S. Giacomo, insieme ai suoi fratelli, per non farsi sorprendere in casa dalle
rappresaglie "rosse".
Molti giovani parteciparono a quelle adunanze e ben presto molti aderirono alla Democrazia
Cristiana di De Gasperi.
Io fui uno di questi.
Col passare degli anni rimase a dirigerci solo Peppe Caprini: gli altri svilupparono la
loro attività politica a livello pesarese o romano, ove le esigenze di lavoro li avevano
trasferiti.
Lo ricordo capogruppo consiliare DC, sempre sui banchi dell'opposizione, molto spesso
solo, a battagliare con amministratori socialcomunisti tranquillamente insediati nel
potere dal consenso popolare che ha sempre caratterizzato tutta la fascia dell'Italia
centrale. Non era assolutamente un Peppe Caprini ideologicamente settario: era un
cittadino innamorato del suo Paese, della sua Pergola, per la quale nutriva progetti
ambiziosi.
L'impotenza cui lo sottoponeva la sua posizione di minoranza gli procurava una sofferenza
inaudita nel vedere il processo recessivo avanzare inesorabilmente nel tessuto
socio-economico pergolese.
Tuttavia soprattutto a lui si devono le opere più significative realizzatesi nel
dopoguerra.
Dalla sua intuizione e dal suo impegno fu istituito il Liceo Scientifico (allora
Piccinini), nacque la Cassa Rurale e Artigiana come trasformazione dell'esistente Cassa
Agraria, prese consistenza la realizzazione del progetto, allora faraonico, del nuovo
Ospedale S. Colomba.
I problemi pergolesi dell'Intervalliva, della SS. 424, della Pedemontana lo trovavano
impegnato in prima fila nei consessi provinciali, regionali e nazionali; ma la sua lotta
indefessa e convinta era inficiata dalla carenza di autorevolezza sul piano istituzionale.
Questo handicap lo fece molto soffrire; ma l'ansia di realizzare fu tanta che, in tempi in
cui tra i partiti vigeva la legge del "tanto peggio tanto meglio", non disdegnò
di correre in soccorso di maggioranze socialcomuniste prive di progetti adeguati alle
necessità pergolesi.
E' giusto che Pergola lasci nell'oblio un cittadino che per amor suo tanto spese in
energie e intelligenza?
Io, che ho passato gran parte del mio impegno civico al suo fianco, mi ribello a questa
eventualità e mi auguro che, chi di dovere, trovi l'occasione per evitare che venga
consumata un'ingiustizia storica imperdonabile nei confronti delle nuove generazioni
pergolesi. |