Si
è svolta con grande successo di pubblico la inaugurazione del Parco Archeologico di Suasa
e dei due musei archeologici ad esso collegati, e cioè il Museo Civico Archeologico di
Castelleone di Suasa ed il Museo Archeologico del Territorio di Suasa di San Lorenzo in
Campo.
La cerimonia ha avuto inizio Sabato 24 Giugno alle ore 9.00 nel cinquecentesco Palazzo
della Rovere di San Lorenzo in Campo, dove si è proceduto alla presentazione del
programma della giornata ed alla inaugurazione del Museo locale, preceduta dalla solenne
benedizione officiata dal Rev. Don Araldo Angeloni, per tanti anni protagonista in prima
persona nella difesa e nella valorizzazione del patrimonio storico ed archeologico
laurentino.
La manifestazione è quindi continuata a Castelleone di Suasa dove ha avuto luogo la
inaugurazione del Museo ed infine si è conclusa presso il Parco Archeologico di Suasa, a
Pian Volpello, per la inaugurazione della "Domus dei Coiedii", completamente
restaurata ed agibile al pubblico.
L'eccezionalità dell'evento, che ha visto l'inaugurazione contemporanea di tre nuove
strutture in due provincie diverse, è testimoniata dalla partecipazione di numerose
autorità civili e politiche locali e anche di livello nazionale, quali: il
Sottosegretario ai Beni Culturali On. Carlo Carli, la parlamentare marchigiana On. Marisa
Abbondanzieri, Il Presidente della Regione Marche Vito D'Ambrosio, Il Vicepresidente della
Regione Marche Gianmario Spacca, il Consigliere Regionale Roberto Giannotti, gli Assessori
Provinciali Rondina e Sorcinelli, il Sovrintendente De Marinis, ed altri di non minore
rilievo.
Si tratta di un lodevole esempio di collaborazione e cooperazione tra Comuni diversi che,
uniti sotto l'egida del CONSORZIO CITTA DI SUASA, hanno con caparbietà e tenacia
perseguito questo importante obiettivo di valorizzazione delle realtà locali
dell'entroterra.
In questa opera di valorizzazione, il Museo di San Lorenzo in Campo ha avuto una funzione
non secondaria.
Esso nacque originariamente alla fine degli anni Cinquanta in seguito alle raccolte di
superficie condotte, in modo del tutto autonomo, dal dott. Gello Giorgi sulle due rive del
Cesano, là dove si estendeva la antica città romana di Suasa. Si trattava per lo più di
vasi, di monete, piccoli reperti bronzei, oltre che alcune epigrafi, tra cui un cippo che
segnava il confine tra il municipio pesarese ed il territorio suasano.
A questo primo nucleo di materiali si aggiunsero negli anni altri ritrovamenti, sia
protostorici che romani, avvenuti nella zona, ad esempio la tomba picena trovata non
lontano da Palazzo Monti e pubblicata dal Giorgi nel suo volume su SUASA, ed una ricca
collezione di fossili tutti di provenienza locale, tra i quali un cranio intatto di bos
(bisonte primitivo). Tutta questa mole di materiali venne sistemata nell'allora
"Antiquarium Suasanum" senza alcun controllo scientifico ed utilizzando mezzi
espositivi di fortuna.
Nonostante questa sistemazione precaria, i materiali rinvenuti hanno rivestito una
notevole importanza ai fini della ricostruzione dell'evoluzione del popolamento della
media valle del Cesano e costituiscono un momento significativo della storia degli studi
su Suasa.
Le ricerche del Giorgi, infatti, hanno avuto l'indubbio merito di riproporre
all'attenzione del mondo degli studiosi il problema di questa città, nata in seguito alle
deduzioni viritane del III sec. a.C., divenuta municipium nel corso del I sec.
a.C., e progressivamente abbandonata nella seconda metà del VI secolo per gli effetti
della guerra greco-gotica.
L'importanza dei reperti, non solo quelli archeologici, ma anche dei fossili, ed il
progetto di musealizzazione di quanto emerso in questi anni di scavi nell'area della
città antica, con la realizzazione di un museo a Castelleone di Suasa espressamente
dedicato alla città, hanno imposto di rivedere l'impostazione del museo di San Lorenzo,
in modo di adeguarlo alla situazione nuova.
Di qui la formulazione del nuovo progetto, che tende a fare del "MUSEO ARCHEOLOGICO
DEL TERRITORIO DI SUASA" di San Lorenzo, la sede in cui illustrare la storia del
popolamento della valle, così da inserire sia Castelleone che San Lorenzo in un sistema
museale coordinato e destinato col tempo ad allargarsi ad altre realtà, quali il Museo di
Arcevia e quello di Sassoferrato, nonché quello dei Bronzi Dorati di Pergola, e ad
inserirsi così in percorsi di visita del territorio che dalle medie valli del Misa e del
Cesano si spingono all'interno e che saranno volti ad illustrare non solo le emergenze di
carattere storico e artistico, ma anche quelle naturali.
L'Amministrazione Comunale di San Lorenzo in Campo intende esprimere un sentito
ringraziamento a tutti coloro, volontari ed amministratori, che si sono adoperati in
questi anni per l'ottenimento di questo importante risultato.
|