La piccola
chiesa prefabbricata, in legno, di San Giovanni di Kenty, era insufficiente per i
diecimila abitanti del nuovo quartiere di Cracovia, i quali hanno pensato bene di
costruire, con le loro risorse, un ambiente più idoneo. Non è stata impresa facile né
per il parroco, Padre Jana (Giovanni) Kantego, né per i fedeli far nascere un centro che
comprende due chiese, ambienti di accoglienza, cucina, sale da pranzo, mensa dove, ogni
giorno, vengono distribuiti cinquanta pasti ai più bisognosi. La parrocchia di San
Giovanni di Kenty è diventata un punto di riferimento per gli abitanti della città di
Cracovia e per la Biellorussia.
Nel 1992 feci il primo viaggio-missione in Polonia; il secondo, in programma per il 1999,
fu rimandato: mancanza di adesioni. Nel marzo del corrente anno ho riproposto il progetto
all'Agenzia Turistica Bucci di Pesaro che ha messo a disposizione, per sole tredici
persone (tante sono state le adesioni) un pullman gran turismo nel cui bagagliaio sono
stati caricati aiuti in viveri e vestiario per oltre cento milioni di valore.
Il gruppo, allegro e affiatatissimo, ha realizzato l'intervento umanitario, che non poteva
ulteriormente essere rimandato, con autentico spirito missionario.
E' mio dovere ringraziare i dodici volontari che hanno collaborato alla realizzazione del
progetto, Mario e Claudia Ceccarini, dell'Agenzia Bucci, per la loro generosità e per la
perfetta organizzazione del viaggio, l'autista Giuliano Droghini, il cuoco Secondo
Gambaccini, l'insegnante Nella Rovelli Ercolani, i negozianti del CRAI, Mirella e Silvana,
Delvido ed Elide Guiducci, Antonio e Carla Antinori, le persone che hanno destinato
materiale ed offerte alla Parrocchia di San Giovanni di Kenty.
Parte del denaro è stato utilizzato per l'acquisto di trenta letti e trenta materassi,
per l'ammodernamento della cucina e della mensa. |