Sono
tentato di scrivere qualcosa sulla Mostra "Segno e Poesia in viaggio per il
mondo", aperta sabato 19 agosto nella bella sede del "Museo dei Bronzi Dorati e
della città di Pergola".
E' un evento che gratifica e dà gioia. Già nel 1993 Walter Valentini aveva onorato la
sua città natale con una mostra, che mi aveva consentito di entrare dentro la sua arte:
mi aveva aperto gli occhi su quella che definirei moderna "classicità".
L'impressione si è ripetuta in un avvenimento che unisce il suo nome a quello
di un altro marchigiano, Giacomo Leopardi, colui che per me rimane ancora - nonostante
altri nomi di tutto rispetto - l'ultimo grande poeta della letteratura italiana.
Avevo anzi un dispiacere: a Pergola non si era fatto niente per ricordare Leopardi nel
secondo centenario della nascita. (Ma, a dire il vero, Pergola aveva del tutto dimenticato
persino il centenario della morte del "suo" poeta, quel Girolamo Graziani -
1604-1675 -, che pure non merita di essere trattato come da buttare completamente nel
dimenticatoio...!).
Ecco invece proprio un pergolese legare il suo nome, a livello nazionale e internazionale,
a quello del poeta di Recanati: un legame che diventa motivo di riflessione e di
soddisfazione.
* Aiuta anzitutto ad
accorgersi che l'arte è universale: parla tutti i linguaggi, si
manifesta in tutte le epoche, si esprime nelle maniere più diverse e poi fonde in unità
tutte le varie sue espressioni.
La poesia si esprime attraverso le arti figurative: lo fa non solo
"rappresentando", ma anche "disegnando": le composizioni geometriche
di Valentini, a prima vista ben lontane dal tradurre in immagini espressioni poetiche, lo
sanno fare; anzi potresti dire che lo fanno nella maniera più "pura", perché,
senza imporre, ci stimolano alla percezione e al gusto di una poesia interiore e segreta
qual è quella lirica; la lirica, appunto, del Leopardi.
Anni fa ero convinto che la percezione del bello potesse fermarsi all'arte che,
collegandosi, attraverso lo splendore del Rinascimento, all'antichità greco-romana, sa
darti il senso della compiutezza del sentire e del gustare ciò che definisci veramente
umano.
L'arte del Valentini ti fa intendere che il cammino espressivo degli uomini va sempre
avanti: la forza evocatrice delle sue geometrie ha in sé la ricchezza dell'antico, pur
usando un linguaggio nuovo, moderno, ma non meno significativo...
* La poesia leopardiana è
musica, armonia. Anche l'arte di Valentini lo è: le sue composizioni
traducono concetti, aspirazioni, sospiri del poeta. Ti fa percepire l'armonia degli arcani
silenzi, degli spazi infiniti, delle voci sommesse, dei sentimenti inespressi,
inesprimibili, ma presenti, vivi, reali
E' un'armonia, che cogli con gli occhi e senti dentro. Complessità e semplicità, dire
tutto ricorrendo all'essenziale, purezza di linee e naufragio nell'infinito,
contemplazione in teriore senza ingombri retorici, nitida chiarezza e oceano
misterioso
: "il naufragar m'è dolce in questo mare".
* L'arte è un dono,
una ricchezza.
Se la leggi nell'ambito della fede, è una "grazia", perché fa parte di tutto
ciò che dona gioia di vivere e consola, elevando alla contemplazione della suprema
Bellezza.
Vorrei aiutare nello scoprirlo quegli amici, che talvolta mi sembrano chiudersi di fronte
a manifestazioni artistiche come questa del nostro Valentini.
Distrazione? pigrizia? rifiuto preconcetto? Ci provino. Forse ne vale la pena.
Da parte mia ho cercato di far tesoro di alcune espressioni sagge usate nella sera della
presentazione della mostra. "Un'opera è sempre completata da chi la vede";
"Oggi c'è bisogno di bellezza e armonia"; "Un'esistenza è sempre degna di
essere vissuta quando lascia il mondo più bello". |