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    Un libro al mese...
                   a cura di Giuseppe Milito

"LA PRIMULA ROSSA"
di Emmuska Orczy (1865 - 1947)

Certi libri di storia (vedi "Camera-Fabietti") liquidano con poche parole il periodo del "Terrore" nella rivoluzione francese, quasi fosse stato un evento inevitabile e giustificato dall'offensiva controrivoluzionaria. E' vero, la rivoluzione era in pericolo, ma perché non dire che quel periodo, che va dal 1792 al 1794, fu un abominevole macello?
In quegli anni un'organizzazione clandestina londinese riuscì a salvare il collo di molti nobili destinati alla ghigliottina, facendoli fuggire in Inghilterra.
La "Primula Rossa" (ammesso che sia veramente esistito) non poteva certo agire da solo contro il branco di pazzi che aveva trasformato la rivoluzione in un bagno di sangue.
In certi libri di storia (vedi sempre "Camera-Fabietti") non si dice neanche che nei comitati rivoluzionari prevalse un fanatismo folle e nel popolo una crudeltà inaudita. Bastava un semplice sospetto per essere decapitati e per il popolo l'esecuzione dei condannati era uno spettacolo da godere comodamente seduti. Quante furono le vittime della rivoluzione impazzita? Walter Mauro, nella prefazione al libro della Orczy, parla di 17.000 persone giustiziate prima del settembre 1793 e di 12.000 persone uccise senza processo.
Per il "Camera-Fabietti" i morti furono "solo" 2.600. Sembra quel balletto di cifre che ogni tanto capita di ascoltare nei vari telegiornali (c'erano un milione di manifestanti secondo l'organizzazione, 200.000 secondo la polizia...). Ridicolo.
Nel romanzo della baronessa Orczy, l'associazione clandestina è guidata da un misterioso personaggio che firma ogni fuga riuscita con il simbolo della "Primula Rossa" e riesce a mantenere il segreto della propria identità, nonostante sia ricercato in tutta la Francia. La realtà è molto meno romanzesca, è ovvio.
Gli eroi misteriosi e inafferrabili non esistono, lo sappiamo.
Ma secondo certi libri di storia, la realtà di una rivoluzione che degenera e si trasforma in "dispotismo della libertà" è un fatto trascurabile, con "appena" 2.600 morti nel periodo più sanguinoso. Molto meglio credere agli eroi che a simili baggianate.

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