Non
posso fare a meno di esternare, scrivendo, il mio entusiasmo, la mia emozione, la mia
gioia in occasione del "Giubileo dei Giovani". La mia prima emozione è stata
quella provata Domenica 13 Agosto durante la celebrazione della S. Messa officiata da Don
Federico e altri quattro concelebranti ospiti della nostra città insieme a 57 ragazzi
francesi che assistevano con devozione alla funzione. Osservarli, scambiarci il segno
della pace, pregare e cantare insieme ha risvegliato in me quell'amore che ho sempre avuto
per i giovani e che a volte, purtroppo, viene meno, di fronte a certi fatti mostruosi e
orripilanti compiuti proprio da molti di loro.
Se consideriamo però la società in cui vivono, i cui Valori sono esattamente il
contrario di quelli veri come l'amore, la pace, la non violenza, la giusta azione, la
verità, la maggior parte di questi giovani sono migliori di quanto si creda. Essi sentono
la mancanza di questi Valori, avvertono che quelli che questa società propone loro sono
solo valori fasulli, effimeri e semplici palliativi non capaci di dare quella serenità
d'animo della quale essi sono alla ricerca.
E i due milioni di giovani di tutto il mondo che hanno partecipato a Roma al Grande
Giubileo ne sono la dimostrazione vera, chiara, lampante "checché" ne dicano
alcune "grandi menti" che cercano di sminuire se non demolire con i loro
"perché", "per come", "per quanto", un avvenimento
grandioso, con un Papa grandioso, con dei giovani grandiosi.
Essi hanno messo in pratica le parole di S. Paolo apostolo agli Efesini: "Siate
ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali,
cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie
per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo". |