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SOGNI DI MEZZA ESTATE

"I have a dream" (ho un sogno). Ovviamente ciascuno ha il suo. Martin Luther King sognava un mondo dove non ci fossero più le disuguaglianze razziali, aspirazione nobile che fece divenire famosa questa frase. Nell' estate appena trascorsa molti hanno fatto propria questa espressione. Tra gli altri Giorgio Bocca che in una intervista su La Stampa ha confessato come desiderasse un' Italia senza Silvio Berlusconi. Il Berlusconi politico suppongo!
Bene nel mio piccolo anch'io questa estate ho fatto un sogno che è quello di poter vivere in un Paese normale. Certo normale è un Paese dove il capo dell'opposizione non abbia il conflitto d'interessi che ha - tra leader politico e mega-imprenditore nel campo dell'informazione - ma, anche, dove uno dei principali giornalisti non se ne esca con battute sciocche di siffatta specie. Lasciamo però gli "dei" (Bocca e Berlusconi) nell'Olimpo e torniamo a terra.
Il mio sogno era più semplice e riguardava il rapporto tra Stato, organi d'informazione e cittadini. Viaggiando su e giù per l'Italia mi sono reso conto di come le notizie date dalla TV e dalla Radio, e che poi rimbalzano sui giornali, siano spesso falsate. Non dico amplificate o ridimensionate, dico che a volte sono proprio false.
Sono a Bologna e sto andando a Rimini nei primi giorni d'agosto. Accendo la radio. La notizia è questa: "Italiani in vacanza, traffico molto intenso con lunghe code tra Bologna e Rimini". Sono lì e non c'è - nonostante il periodo - il benché minimo segno di traffico. Ora io capisco che un poveraccio che sta al caldo dentro una redazione possa immaginare che, in quei giorni, l'autostrada sia intasata, ma non per questo ciò corrisponde alla realtà.
10 Agosto, area di servizio tra Riccione e Rimini. Mi fermo, sono l'unico cliente. Chiedo al benzinaio come mai ci siano così poche auto in circolazione. Mi dice che in quella prima decade del mese il traffico non è stato molto e che da due giorni in giro non c'è proprio nessuno. Accendo la radio e sento nuovamente che si parla di un "pienone sulla A14 adriatica".
"E un Paese normale questo? E' informazione corretta?". Voltiamo pagina ma rimaniamo in autostrada dove sono stati posti ogni tanto dei grandi cartelli luminosi per comunicare con gli automobilisti. Sapete cosa c'è scritto? Non certo le informazioni sul traffico, quelle sono date sempre con un paio d'ore di ritardo, non annunci in inglese, francese o tedesco per i turisti, no, nulla di tutto questo. Ci sono le massime della nonna. Eccole: "La vacanza comincia in autostrada", "Porta in viaggio la prudenza" e altre amenità simili. Un tempo si usava la famosa "Caro papà non correre" che con la calamita si attaccava sul cruscotto di ferro della Fiat 500, ora, nell'era tecnologica, c'è il pannello luminoso che la società autostrade avrà pagato fior di centinaia di milioni.
Non sarebbe meglio tornare alla calamita e diminuire il pezzo del pedaggio? E' ciò degno di un Paese normale? Cosa capiranno di quei cartelli, posti di traverso alla strada, i turisti stranieri che non conoscono l'italiano?
Passiamo oltre. Un'altra italica menzogna è l'aumento del costo della vita. Ciascuno di noi va a fare spesa e si accorge di come lo stipendio non arrivi più da nessuna parte. Tutto è aumentato tantissimo. Solo la benzina è passata da 1.800 a 2.300 lire.
E' salito il prezzo della carne, della verdura, della frutta, del gas, insomma di tutto. Bene, la televisione e i giornali continuano invece a dirci che l'inflazione, cioè il costo della vita, è aumentato in un anno del 2,5%, come dire che è invariato: perché, per fare un esempio, il 2,5% di 10.000 lire è di 250 lire, cioè una variazione praticamente insignificante.
Tutti sappiamo che i dati propagandati non corrispondono con la realtà - ma nessuno si è mai preso la briga di mettere in ordine le cose.
Così tutti i giorni i prodotti aumentano e tutte le sere la televisione ci racconta che non è vero. Vi sembra normale?
Vi ricordate quando tutti gioivamo perché eravamo entrati nella moneta unica europea? Ebbene l'Euro negli ultimi 18 mesi ha perso nei confronti delle altre divise (dollaro e yen) il 25%. Vuol dire che se noi prima dell'Euro avevamo un milione di lire oggi ne abbiamo solo 750.000. Siamo diventati più poveri rispetto agli altri paesi non europei, come gli americani, del 25%. Che cosa c'era da gioire? A me il fatto di diventare poveri assieme ai francesi e ai tedeschi non mi rende affatto felice, non so a voi.
Avete memoria di quando su queste pagine dicevamo che le tasse aumentavano a dismisura mentre il grande coro asseriva che diminuivano? Non eravamo pazzi era la verità. Adesso se ne è accorto anche il Governo che, con la tredicesima di quest'anno, sembra che ci ridarà dei soldi. Praticamente si è accorto di averci spennato (ha riscontrato un surplus di entrate!) e ci rende parte di quanto abbiamo versato. Pensate però che nome carino che gli hanno trovato, "Bonus" come quello che si guadagna giocando con il flipper o con il videogame. Chissà se come in quelle macchinette, anche in questo caso apparirà un giullare con i campanellini in testa e dietro la scritta "Bonus". Se così fosse avanziamo sin d'ora la richiesta che abbia le sembianze del Presidente del Consiglio. Ci sembra che tra le tante virtù abbia anche le orecchie adatte per ricoprire questo ruolo. Così vanno le cose mentre i politici si arricchiscono. Cossutta, capo dei comunisti, guadagna solo 53 milioni al mese, ma difende i lavoratori.
Berlusconi non si sa: è stato assolto dai giudici perché il suo patrimonio è talmente ingente che non poteva accorgersi delle tangenti da centinaia di milioni che venivano versate sul suo libretto di risparmio.
L'unica speranza sarebbe quella di avere una stampa libera, che ci raccontasse come stanno veramente le cose, ma anche questo è un sogno, un sogno di mezza estate.

Paolo Fadelli  
  

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