Il Marmorario di Pergola Ho visto ieri
a Pergola
un marmorario bianco
esile, asciutto
e negli occhi il vento.
Agile ed alto
come pinnacolo di duomo
le stanze percorreva
con in tasca il tempo.
Nella casa ampia, sacrale
un vuoto-pieno
dove ricordi e cose
insieme si legavano.
E il marmorario insonne
svelto a percorrere i piani
con sé portando l'utile
e la indomita freschezza dei saggi.
Occhi aquilini
asciutti
con il carbonio delle idee
l'aria lunga scrutavano
ed io nel verso suo
a respirare freschezza.
Lastre, pietre, strumenti
di un'opra lunga come un calendario
polveri bianche
schegge di tempo strappate al sonno
misure antiche e nuove
nel gran meridiano del casato.
Fuori qualche siepe
alberi nell'orto
muri angusti
angoli di ricordo.
Dentro, lui
il marmorario bianco
come una lizza dritto e perentorio.
Il vento non sa che fare
quando incrocia gli uomini
quelli veri,
preferisce slittare all'angolo 
ed infierire sui passeri trastullosi.
Gastone Biggi
A babbo Mario marmista di Pergola. 7.11.81
Piergiorgio Spallacci |