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SCHEDA BIBLICA
a cura di
don Ugo Ughi

 

FIGLI DEL GIORNO - FIGLI DELLA LUCE

Il capitolo 5° della prima lettera ai Tessalonicesi contiene una serie di indicazioni pratiche per una intensa e significativa vita di fede, che possiamo riassumere nei termini seguenti:

1. "Come un ladro di notte così verrà il giorno del Signore" (v. 2).
San Paolo ha dovuto affrontare il problema del ritorno del Signore, che era atteso entro breve termine e aveva indotto alcuni al disimpegno e alla disistima delle realtà terrene.
"Voi siete figli della luce e figli del giorno... Restiamo svegli e siamo sobri" (vv. 5-6). Ciò che conta non è conoscere il giorno dell'incontro definitivo con il Signore Gesù, ma vivere quotidianamente secondo le dinamiche e le prospettive del Vangelo.
La vita cristiana viene descritta come "vita teologale", caratterizzata da fede, speranza, carità. Utilizzando un'immagine militare (del tempo, evidentemente) San Paolo dice che è necessario essere ben equipaggiati, "rivestiti con la corazza della fede e della carità e avendo come elmo la speranza della salvezza" (v. 8). Soltanto così si vive con Cristo, ci si sostiene e ci si edifica vicendevolmente.

2. Una seconda serie di suggerimenti riguarda il rapporto con chi nella comunità ricopre un particolare compito di responsabilità. "Vi preghiamo, fratelli, di aver riguardo per quelli che faticano tra di voi, che vi sono preposti nel Signore e vi ammoniscono; trattateli con molto rispetto e carità, a motivo del loro lavoro" (vv. 12-13).
E' importante che si riconosca e si apprezzi il servizio reso da chi è costituito in autorità. Non si tratta di scadere in atteggiamenti servili, tanto meno di ... "culto della personalità" (non fanno assolutamente farte dello spirito evangelico!), ma di essere capaci di collaborazione, disposti al rispetto per il lavoro altrui, pronti ad accogliere anche "ammonimenti", richiami e correzioni, che fanno parte di un corretto stile comunitario, anzi familiare.
Il discorso si allarga poi alle relazioni scambievoli, con tutti. "Vivete in pace tra voi... Correggete gli indisciplinati, confortate i pusillanimi, sostenete i deboli, siate pazienti con tutti. Guardatevi del rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti" (vv. 13-15).
Sono indicazioni molto concrete, che in una chiesa, a qualsiasi livello, non devono essere mai dimenticate o disattese. In questo modo ci vengono offerti precisi termini di confronto e di verifica.

3. Una terza esortazione riguarda la docilità all'azione dello Spirito. "Non spegnete lo spirito" (v. 19). Lo Spirito Santo è frequentemente rappresentato dal fuoco che purifica, forma, fonde, risplende in manifestazioni carismatiche. I Tessalonicesi hanno accolto il Vangelo "con gioia di Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione" (I Tess. 1, 6): Vangelo che era stato annunziato e si era diffuso "con potenza e con Spirito e con profonda convinzione" (I Tess. 1, 5). Ora è necessario continuare ad essere docili, sapendo cogliere la presenza e l'azione dello Spirito che accompagna sempre la vita della Chiesa e che stimola capacità impensate e perfino imprevedibili.
Bisogna essere attenti al discernimento, per non confondere i doni dello Spirito con "pallini personali", per non appiattirsi su ciò che è semplicemente "routine", per cogliere ogni opportunità, in modo da crescere nella fede, edificare la comunità, testimoniare la novità del Vangelo. "Non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono" (vv. 20-21).
Coltivando questi atteggiamenti, ci si mette in condizione di essere gradualmente santificati "fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo" (v. 23).
E' decisivo non perdere mai la fiducia: "Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo" (v. 24).

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