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Pergola città del sabato

 

Internet e le nuove tecnologie hanno cambiato molte cose. Entro il prossimo anno la pubblica amministrazione ha promesso che potremmo richiedere da casa ogni tipo di certificato. Inoltre è già possibile acquistare biglietti ferroviari, effettuare movimenti bancari, senza doversi recare alla stazione o al proprio istituto di credito.
Per quanto riguarda il commercio la rivoluzione è totale: ora, con quattro colpi di mouse, si può comperare davvero ciò che si vuole in ogni parte del mondo. Vi sono però tradizioni che sembrano resistere alla forza travolgente della Rete. Una di queste è il mercato: non c'è paese che non abbia, almeno un giorno della settimana, le vie impegnate dalle bancarelle.
Per certi aspetti infatti il mercato è quanto di più vicino ad Internet si possa immaginare. Chi entra nella Rete spesso lo fa per incontrare persone: non sa bene chi cerca ma sa che non ha voglia di stare da solo. Non è anche questa una delle molle che ci spinge a frequentare il mercato? Inoltre, come nella Rete, anche tra i banchi si va a "navigare" cioè a cercare qualcosa che non si sa bene cosa sia: si spera, per via telematica così come tra gli ambulanti di fare qualche buon affare. Entrambi gli ambienti sono poi luogo di comunicazione e di scambio di notizie, l'uno in ambito mondiale, l'altro nel microcosmo cittadino.
Dev'essere per queste affinità che il mercato sopravvive ad Internet, anzi sembra quasi trarne impulso e beneficio.
Mi torna alla mente la proposta che molti anni fa il dottor Massimo Schiavi fece all'amministrazione pergolese di potenziare il mercato lanciando lo slogan "Pergola città del sabato". L'idea è quella di far diventare questo giorno della settimana un momento di incontro per tutti gli abitanti dell'alta valle del Cesano, creando eventi e proposte che riempiano l'intera giornata. Si potrebbe pensare oltre che all'incremento dell'offerta commerciale anche ad incontri a tema, dedicando un sabato ai giovani pittori o scultori, un altro agli artisti di strada, uno alla gastronomia, uno all'alimentazione biologica, un altro alle nuove tecnologie, uno allo sport ecc… Così si offrirebbero alla gente una cinquantina di motivi (uno a settimana) per venire, ogni sabato, in città.
Da una iniziativa di questo tipo trarrebbe giovamento anche il museo che vive non solo di appassionati d'arte (i quali sono disposti a fare centinaia di chilometri per vedere un'opera) ma anche di "visitatori distratti", di avventori occasionali, che, trovandosi a Pergola, ne approfitterebbero anche per visitare il museo cittadino.
E', questa, evidentemente solo un'idea, che, come le foglie degli alberi in questo periodo autunnale, fa quattro volteggi nell'aria e poi si posa a terra, e sta lì, aspettando che qualcuno la raccolga invece di calpestarla distruggendola per sempre.

Paolo Fadelli     
   

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