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A 13 mesi dall'apertura, è possibile stilare un primo
bilancio sull'andamento del "Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola",
che, complessivamente, si può dire positivo.
Dal 9 ottobre 1999, data di inaugurazione, sono stati staccati circa 28.000 biglietti.
Indubbiamente i "Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola" rappresentano
l'attrazione principale. Nei quattro mesi in cui il gruppo archeologico era ad Ancona,
malgrado l'allestimento - comunque tardivo - di una mostra temporanea dedicata
all'"Idolino di Pesaro" i visitatori erano drasticamente diminuiti a poche
unità la settimana. Se si esclude tale intervallo di tempo, risulta una media di circa
100 presenze al giorno che inserisce il museo di Pergola fra i più visitati d'Italia.
Un traguardo importante, in considerazione della recente nascita, di una campagna
pubblicitaria non imponente come per altre mostre nazionali (o anche regionali, si pensi a
"I Piceni, popolo d'Europa" in esposizione ad Ascoli Piceno, giunta a quota
30.000 visitatori), delle problematiche legate al "pendolarismo" fra Pergola e
Ancona, della scarsa notorietà dei "Bronzi Dorati", non solo al grande pubblico
ma anche fra gli amanti dell'arte.
Altro lato positivo è la scoperta (per gli stessi pergolesi) di un patrimonio artistico
finora dimenticato.Erano probabilmente in pochi a sapere dell'incredibile presenza nella
città cesanense, per numero e per qualità, di opere appartenenti ad artisti come Palma
il Giovane, Domenico Corvi, Lavinia Fontana, Claudio Ridolfi, Jean Boulanger (pittore
francese celebre per il lavoro di decorazione al Palazzo Ducale Estense di Sassuolo, i cui
dipinti su tela sono rarissimi), Alessandro Algardi, solo per citare alcuni nomi.
Erano in pochi a conoscenza della fiorente arte del legno a Pergola, fra il XV e il XVIII
secolo o dell'esistenza di una zecca che battè moneta dal 1796 al 1799.
E' inoltre importante sottolineare la piena soddisfazione dei visitatori, sia per la
bellezza delle opere esposte, sia per l'efficienza del personale.
Al successo del museo "reale", si affianca il successo del museo
"virtuale". Il sito internet, presente all'indirizzo www.bronzidorati.com, conta
circa 60 visitatori al giorno, molti provenienti da università italiane, straniere
(soprattutto americane) o da riviste specializzate in campo culturale.
Un segnale importante, a conferma che Pergola, con il suo ricco patrimonio artistico,
inizia ad essere scoperta o rivalutata.
Non mancano
però aspetti negativi. In particolare nei primi mesi di apertura del museo, pochi sono
stati i turisti che hanno visitato la città. Le cause sono probabilmente da ricercare in
un centro storico in ricostruzione, per i danni provocati dal sisma del 1997, con le
principali chiese ancora chiuse per restauro.
Si è inoltre lamentata una carenza di materiale illustrativo e pubblicitario. A causa di
problemi inerenti lo sfruttamento dell'immagine dei "Bronzi Dorati", la vendita
di gadget è iniziata solo dallo scorso giugno. Allo stato attuale, mentre sono numerosi i
souvenir legati ai bronzi (penne, cartoline, magliette, ecc.) e alla mostra di Walter
Valentini, è forse poco il materiale riguardante le altre opere del museo e la stessa
città.
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