Torna all'indice! Pagina 14        

W la nonna

 

Ci sorge a volte il dubbio che non tutte le innovazioni semplifichino la vita. Accade che, accortici di essere rimasti senza contante, ci rechiamo al Bancomat, dove siamo assaliti da un atroce dilemma: il codice sarà 68941, 69841, 86941, o 89641? Saliamo allora in auto e cominciamo a scartabellare cercando il foglietto sul quale lo abbiamo precedentemente appuntato.
Ad un certo punto ci sembra di ricordare di averlo memorizzato sull'agenda elettronica. Trovatala, cominciamo a scrivere "banca" senza però ricevere alcun'informazione; proviamo con il nome dell'istituto di credito ma la riposta è perentoria, "data not found" insomma non c'è. Digitiamo allora la parola "PIN" ("personal identification number" - ormai l'inglese è di casa ovunque), ma ancora una volta non otteniamo ciò che cercavamo. Torniamo quindi davanti allo sportello automatico e andiamo per tentativi: 68941… 69841… 86941 …; l'apparecchiatura emette uno strano rumore quando gentilmente ci comunica di avere trattenuto la nostra tessera perché abbiamo sbagliato tre volte a scrivere il codice segreto. Siamo senza una lira e la nostra carta Bancomat. Risaliamo in auto e cerchiamo di telefonare a casa. Afferriamo il telefono cellulare e lo accendiamo: ci è chiesto di nuovo di inserire un PIN. Agitati non ricordiamo più nemmeno quel numero: uno, due, tre tentativi ed anche il telefono ci impedisce l'accesso, comunicandoci che per lo sblocco occorre un altro codice.
Rinunciamo, avendo la certezza di non ricordare più quelle cinque cifre che abbiamo impostato il giorno dell'acquisto dell'apparecchio e che, da allora, non abbiamo più usato. Abbandoniamo il telefonino e raggiungiamo in fretta una cabina. Entrati, estraiamo dalla tasca la nostra tessera "Call It Omnia", la inseriamo nell'apparecchio che subito ci indica di digitare un codice. La mente è ormai confusa, siamo sull'orlo di una crisi di nervi (sindrome da PIN o qualcosa di simile), quando, aprendo il portafoglio, scorgiamo un altro documento: è la carta VISA. Decidiamo allora di prelevare il contante con quella e non con la carta Bancomat. Torniamo di fronte allo sportello elettronico dove, tra gli altri, campeggia in bella mostra un adesivo con lo stemma del circuito internazionale. Inseriamo la tessera e la macchina, come niente fosse successo, ci chiede cortesemente di digitare un codice. Presi dallo spavento cominciamo a pensare che l'infernale aggeggio ci potrebbe portar via anche quella tessera. Con un colpo d'occhio notiamo un pulsante con scritto "Annulla l'operazione". Senza perdere un momento lo premiamo e, dopo qualche secondo, ci è restituito quel prezioso pezzetto di plastica.
Almeno stavolta non l'abbiamo perso! Fortunatamente, a quel punto, passa la nonna, alla quale chiediamo 50.000 lire in prestito. Alla vista di quel suo borsellino nero e tutto sdrucito, il cuore ci si riempie di gioia e l'abbracciamo forte. Mai c'eravamo accorti di quanto fosse ridicolo quel mondo tecnologico!

Paolo Fadelli      
     

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA