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MOSTRA D'ARTE
di GIUSEPPINA BRACCIOCORTI SPERANZINI

 
In concomitanza della Fiera del Tartufo e dei prodotti tipici della zona, con il Patrocinio dell'Associazione "Pro-Loco" di Pergola, Giuseppina Bracciocurti Speranzini ha allestito una mostra delle sue opere pittoriche in un locale, recentemente ristrutturato, al n. 1 di Corso Matteotti. La mostra è rimasta aperta al pubblico dal 14 ottobre al 5 novembre.
Non è la prima volta che questa nostra concittadina espone i suoi quadri a Pergola, come in altre località, sempre con successo e lusinghieri giudizi di critici professionisti.
La mostra aggiunge un tassello al complesso mosaico di iniziative culturali che trovano nel nostro Museo il fulcro di attrazione con la presenza contemporanea, oltre ai Bronzi Dorati, di numerose opere pittoriche e sculture lignee, provenienti dalle chiese cittadine, in attesa di restauro, e della mostra di "Walter Valentini nei Canti di Giacomo Leopardi".
Le opere pittoriche di Giuseppina consistono in miniature su rame e tela, in dipinti ad olio ritraenti deliziosi scorci paesaggistici, numerose "Nature Morte" e qualche ritratto. Dalle sue pitture balzano immagini palpabili dell'entroterra marchigiano: deliziosi scorci della nostra città, prati, campi, dolci colline, paesetti appollaiati sulle loro creste, con l'immancabile sfondo delle nostre belle montagne, vigili guardiane di ubertose vallate solcate da spumeggianti e festosi corsi d'acqua.
L'arte di Giuseppina, che non si stanca mai di cogliere aspetti reali, e sempre nuovi, del mondo che la circonda, consiste nell'offrirci una sua rielaborazione intimistica e lirica delle cose che esprime con colori discreti, sempre sapientemente dosati. I valori luministici dei suoi quadri hanno tutto il sapore di un impressionismo mediterraneo elegante e comunicativo; direi, con un linguaggio molto familiare, che la sua pittura ha il sapore del pane fatto in casa, cotto nel forno a legna di un tempo ormai lontano.
"La Natura mi ha catturata - mi dice - e mi ha rivelato tutta la sua bellezza ed intelligenza, ed io ho voluto eternare questa bellezza. Per avere un contatto continuo e duraturo, dopo il mio matrimonio, ho scelto di andare a vivere in campagna.
Le scuole inferiori e gli studi classici che ho seguiti, hanno costituito la mia base culturale per sviluppare questa mia vocazione."

Mi dice di aver pazientemente studiato tanti manufatti artistici di varie scuole e di diverse epoche e, mediante un'attenta osservazione, di essere riuscita a rilevare le varie tecniche pittoriche e coloristiche insieme alle combinazioni cromatiche più felici e più audaci.
A questo suo paziente ed amoroso studio ha unito il dono di una raffinata sensibilità che ha contribuito a maturare, negli anni, una capacità espressiva gioiosa e rasserenante.
Mi confessa, inoltre, che la sua passione è sempre stata la "Natura Morta", quella che i nordici chiamano "Still leven", cioè "oggetti da posa"; ma, per lei, questa composizione, è tutt'altro che morta; essa è una vera creazione, perché consiste in un sapiente assemblaggio di oggetti e di colori atti ad attirare chi li guarda, come il profumo ed il colore dei petali dei fiori attirano l'ape in cerca di nettare.
E' vero, gli oggetti che la costituiscono sono, spesso, povere cose, ma devono essere tali da rievocare atmosfere, ambienti, tempi passati che ci facciano rivivere la vita dei nostri padri o dei nostri antenati.
La "Natura Morta - conclude Giuseppina - deve dare l'impressione di una realtà tattile, corporea; un sentore di odori, di sapori, di succhi aromatici".
Il "Bello", secondo lei, in forma oggettiva, non esiste, è un'idea che nasce dall'uomo da una "corrispondenza di amorosi sensi" fra l'immagine creata sulla tela e il fruitore che la guarda.
Ebbene, la pittura di Giuseppina, con le sue assonanze cromatiche, i suoi soffusi accordi tonali, i suoi paesaggi silenti, i suoi scorci, le sue "Nature Morte", ci regala un momento di autentico relax. E' una sollecitazione esteriore che suscita in noi impulsi e sentimenti che ci fanno evadere dalla banale routine quotidiana e che crea in noi un'armonia che ci riporta in pace con noi stessi.
Mi sembra un ottimo antidoto per farci dimenticare, almeno per un momento, le continue, assillanti vicissitudini esistenziali.

Mario Beci     

    

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