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D'ANTONI IN POLITICA. VERSO DOVE?

 

"Politica Alta", "Nuovo Umanesimo", "Fondazione", "Terza Forza", sono espressioni con le quali Sergio D'Antoni ha voluto annunciare l'inizio della sua lunga marcia nell'agone politico.
"La Fondazione è figlia di una mia intuizione politica - dice D'Antoni - ma è chiaramente figlia anche del patrimonio culturale della Cisl e dei suoi valori. Sindacato e Fondazione sono separati ed autonomi nei ruoli, proprio perché entrambi fanno riferimento ad una stessa cultura che prevede due soggetti forti: un sindacato attivo e una politica alta, senza che l'uno cannibalizzi l'altro". Percorsi distinti quindi, anche se non saranno pochi i dirigenti, quadri e probabilmente semplici iscritti che aderiranno anche alla Fondazione Democratica.

IL SOGNO

Ci domandiamo: quali i motivi di questa partenza, piuttosto solenne e impegnativa, proprio alla vigilia di una importantissima scadenza elettorale? Quale il percorso? Quali i compagni di viaggio? Soprattutto quali le possibilità di successo e quali le difficoltà?
Questi ed altri interrogativi riguardano lo spazio di quel "centro" che sembra essere il sogno di tutti quelli che fanno politica in Italia, da destra a sinistra. Centro - Centro destra - Centro sinistra - Centro centro. Tutti gli schieramenti politici in Italia desiderano appropriarsi di questa collocazione geografica della politica quasi fosse la panacea capace di risolvere tutti i problemi.
D'Antoni dichiara che un vero centro non può che essere un terzo polo; che la politica bipolare è asfittica e sta soffocando l'Italia, che bisogna smetterla con quel "o di qua o di là"; che la primavera politica italiana non si può limitare alla fioritura di margherite o ulivi; che il giardino della politica italiana si può arricchire di altri fiori; che la novità non può venire che da un terzo polo o terza forza che dir si voglia, che per ora è una fondazione, ma domani può diventare un partito terzoforzista, alternativo sia alla destra che alla sinistra, capace di dare una risposta concreta ai problemi insoluti della politica italiana che purtroppo oggi è fatta di esacerbanti personalismi, di dialoghi senza sbocco, di continui litigi non soltanto tra partiti governativi e partiti d'opposizione, ma perfino tra raggruppamenti di uno stesso schieramento politico.
Un sogno, un'utopia, o una fondata speranza che qualche cosa di nuovo e di positivo possa accadere? Vediamo. A favore di D'Antoni dovrebbe accorrere una parte della vecchia Democrazia Cristiana, una buona parte della Cisl e dei nostalgici di un centro che tolga i voti sia alla destra come alla sinistra. Ma non è scontato, non sarà facile.
Quanto al voto dei cattolici, D'Antoni non può sperare in un notevole appoggio da parte della gerarchia che ormai si è convinta della necessità e opportunità di tenere aperte tutte le possibilità, senza privilegiare nessun gruppo o partito. Non è facile neppure il riferimento alla tradizione culturale e politica del passato democristiano.
D'Antoni ha detto di ispirarsi a Don Sturzo, De Gasperi e Pastore. Riferimenti certamente nobili e importanti, ma non esclusivi e soprattutto non sufficienti a delineare un identikit della nuova formazione.
Il nuovo movimento si chiama "Democrazia Europea per un'Italia libera e solidale". Sembra avvicinarsi all'area di Comunione e Liberazione e qualcuno dice più vicino al centrodestra che al centrosinistra. Sono soltanto congetture.
Di certo c'è che D'Antoni vuole rilanciare la politica, partendo dai contenuti, da un nuovo umanesimo che rimetta al centro le persone e i corpi intermedi della società. Staremo a vedere.

Don Luigi Bau     

 

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