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SCHEDA BIBLICA
a cura di
don Ugo Ughi

 

CHI NON LAVORA NON MANGI

La comunità cristiana di Tessalonica (attuale Salonicco) è talmente viva da essere per San Paolo motivo di vanto di fronte alle altre Chiese: in poco tempo ha, infatti, conosciuto un forte impulso e sviluppo spirituale. "Dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli, ed è ben giusto. La vostra fede, infatti, cresce rigogliosamente ed abbonda la vostra carità vicendevole; così noi possiamo gloriarci di voi nelle Chiese di Dio, per la vostra fermezza e per la vostra fede in tutte le persecuzioni e tribolazioni che sopportate" (II lettera ai Tessalonicesi, cap. 1, vv. 3-4).
Nella seconda lettera ai cristiani di Tessalonica San Paolo riprende un aspetto della fede cristiana su cui si stavano ingenerando equivoci, per offrire elementi chiarificatori. Si tratta di quella che viene chiamata dimensione "escatologica" della fede, che, in parole più semplici, San Paolo chiama "il giorno della venuta del Signore nostro Gesù Cristo".
Era molto radicata nelle prime comunità cristiane la convinzione che il Signore sarebbe tornato per portare a compimento il cammino della storia. In questa ottica la vita e la vita cristiana vengono concepite come un andare incontro al Signore o anche come un'attesa fervorosa del suo ritorno. Quando questo avverrà?
Ecco un interrogativo posto già dai discepoli a Gesù, il quale aveva affermato essere di poco conto conoscere con precisione il giorno: ciò che deve preoccuparci e soprattutto impegnarci è il "come" si vive il tempo presente. "Vigilate", aveva detto con insistenza il Signore.
Ora San Paolo interviene con molta decisione per smentire quanti annunciavano l'imminenza dell'evento. "Vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni né da parole né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. Nessuno vi inganni in alcun modo" (II lettera ai Tessalonicesi, cap. 2, vv. 1-3).
E' una precisazione che ha il valore dell'attualità, perché c'è sempre qualcuno che pretende di sapere il "quando", nonostante le abituali smentite della storia. Inoltre questa convinzione di un ritorno imminente del Signore Gesù aveva ingenerato in alcuni cristiani l'idea che non valesse la pena darsi da fare, affrontare problemi e fatiche, lavorare, tanto tutto sarebbe finito molto presto! "Sentiamo che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione" (II Tess. 3, 11). Così San Paolo richiama una precisa indicazione data precedentemente con le parole e con il suo esempio. "Quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare, neppure mangi" (II Tess. 3, 10).
Ecco, allora, alcune linee suggerite per una vita degna di credenti:
1. Saldezza e perseveranza nella fede, fondando il proprio impegno sulla certezza di essere "amati dal Signore" e da lui "scelti fin da principio per la salvezza" (II Tess. 2, 13). Ciò che del Vangelo è stato in modo legittimo e autentico trasmesso, deve essere custodito e coltivato, perché cresca sempre di più.
2. Fiducia nell'accompagnamento amoroso da parte di Dio che è vicino ai suoi figli e comunica loro la forza necessaria per essere fedeli. "Lo stesso signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e chi ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene" (II Tess. 2, 16-17). "Il Signore è fedele; egli vi confermerà e vi custodirà dal maligno" (II Tess. 3, 3).
3. Obbedienza amorosa e gioiosa. "Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore, che quanto vi ordiniamo già lo facciate e continuate a farlo" (II Tess. 3, 4).
Il cammino è lungo e difficile, perché ostacolato dal "mistero di iniquità" sempre in atto. E' la sollecitazione al male da parte di satana; è l'erba cattiva, la zizzania, che cresce in mezzo e insieme al grano: fino alla fine sarà così; non c'è da meravigliarsi né da aver paura. E' necessario stare attenti per non lasciarsi ingannare: il male assume anche un aspetto attraente e affascinante, può tentare di imporsi perfino "con ogni specie di portenti, di segni e di prodigi menzogneri" (II Tess. 2, 9).
Decisiva è la preghiera, perché "il Signore diriga i vostri cuori nell'amore di Dio e nella pazienza di Cristo" (II Tess. 3, 5).

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