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Riflessioni
di Eugenio Marcucci

 

Poteva mancare l'ennesima tempesta sulla scuola? No, non poteva mancare.
Questa volta ad essere coinvolti sono i libri di testo, in primo luogo quelli di storia. Non per il costo, che di anno in anno crea buchi sempre più vistosi nei bilanci delle famiglie, ma per il contenuto la cui obiettività spesso e volentieri lascia a desiderare.
Fino a qualche decennio addietro i libri si passavano dai fratelli più grandi ai più piccoli oppure potevano essere acquistati, senza problemi, di seconda mano. La storia italiana si fermava alla prima guerra mondiale; dopo, c'era il vuoto.
E' naturale che così non poteva continuare. Dal 1918 ad oggi l'Italia ha attraversato un altro conflitto più devastante del primo e vicende di fondamentale importanza come il passaggio della Monarchia alla Repubblica. Era necessario parlarne anche a scuola perché ai ragazzi non restasse, come fonte d'informazione, soltanto il racconto dei nonni.
Ma quando si è trattato di ricostruire la storia recente la verità ha ceduto il passo all'ideologia ed è successo di tutto.
Chi si è preso la briga di spulciare i testi ha fatto straordinarie scoperte. Una miniera. Vi ha trovato, per il comunismo, la definizione di "sacrosanto ideale" e ha appreso che i massacri delle "foibe" - uomini, donne, bambini italiani, scaraventati ancora vivi nelle profondità dei crepacci carsici - furono "la conseguenza di uno sfogo dell'ira popolare sloveno-croata contro gli italo-fascisti" e non uno spaventoso crimine dei titini. Nelle foibe sarebbero stati anche gettati, stando alla versione di Carlo Salinari nel "Vocabolario della lingua parlata in Italia", "i corpi delle vittime della rappresaglia nazista in Italia". Del muro di Berlino e del suo sinistro significato i libri di scuola non parlano: evidentemente per certi storici non è mai esistito.
La polemica, scoppiata con tanto clamore e continuata con isteriche e scomposte reazioni politiche, non è dunque campata per aria. Il problema c'è e va affrontato senza nascondere la testa nella sabbia e senza, per questo, mettere in discussione la libertà o l'autonomia scolastica.
Il secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato una catena di orrori, dallo sterminio degli ebrei nei lager nazisti alla bomba di Hiroshima. Non è lecito, in nome dell'ideologia, violentare la verità piegandola alle convenienze ideologiche. I giovani hanno il diritto di sapere tutto per ricavarne un giudizio personale e trarne insegnamenti per il futuro.
Se la storia è maestra di vita, non va interpretata con i paraocchi.

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