Quando la
natura il Monte Catria ha creato
da tutti gli esseri umani è stato calpestato,
per tanti anni, con rispetto e dignità,
tutto ha funzionato in piena serenità.
Poi l'uomo ben pensante con
le sue idee comincia a rovinare ogni cosa, mette confini, comincia a creare liti. Senza
riflettere che il Monte Catria è di tutti e non di una singola persona.
Così ha inizio il declino del Monte: nascono cave, si abbattono piante, si tracciano
strade. Ma il male peggiore è l'inquinamento dell'acqua, che è il bene più prezioso di
tutta la gente della Vallata del Cesano.
Noi volontari vogliamo impedire che presto il peggio possa venire. Nessuno fa più nulla
affinché questo prezioso liquido si possa conservare; e intanto l'acqua, lentamente
scorre - fra un sasso e l'altro, tra la vegetazione che l'uomo continua a trascurare -
verso il mare.
I nostri antenati con pala e piccone tutto hanno preservato e fatto funzionare; oggi
niente funziona più.
La Montecatini nel lontano 1887 ha costruito una diga tuttora esistente e in ottime
condizioni: ha creato un bacino d'acqua di notevoli proporzioni, ma ora nessuno si prende
la responsabilità di ripristinare quell'opera.
Nella Vallata del Cesano la popolazione è stanca di sentire parole a cui non seguono
fatti. Mi rivolgo alle autorità competenti del nostro territorio, alle persone che noi
tutti abbiamo votato, così che, anche con l'aiuto della popolazione, possano ripristinare
ciò che per tutti noi è tanto necessario: un bacino idrico che serva alla nostra
sicurezza in caso di incendi e capace di fornirci pesce in quantità.
Per molti di noi il lago è stato la vita e, nella sua acqua azzurra, potevamo bagnarci
ogni volta che ne avevamo voglia. Vicino c'è anche la preziosa acqua sulfurea che sarebbe
necessario rendere di nuovo fruibile a tutti affinché tutti la possano usare per il
proprio benessere e per la propria salute.
Noi, che siamo nati in questo
piccolo paese che è Bellisio, desideriamo che queste acque tornino ad appartenerci come
un tempo e, se tutti ci rimbocchiamo le maniche, ce la possiamo fare. Non lasciamo morire
questi tesori che devono essere invece ripristinati e valorizzati. |