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PERGOLA E L'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

 

In questi giorni, si legge sui giornali, con sempre maggiore frequenza, della preoccupazione dei cittadini a proposito di inquinamento elettromagnetico.
L'origine di tale allarme viene dalla prevista installazione di nuove antenne per telefonia nella prossimità di centri abitati.
Anche a Pergola questa preoccupazione è presente in molti cittadini.
In particolar modo, le antenne che destano maggior apprensione per la salute pubblica sono quelle che sorgono all'interno del centro storico, alle spalle del Palazzo comunale e nelle immediatezze dell'asilo nido e della scuola materna.
Come cittadino Pergolese e come rappresentante per l'Entroterra pesarese di un partito politico ci siamo fatti interpreti di tali timori e abbiamo commissionato al C.S.A.A.E. (Centro Sistemi Audiovisivi Acustici e Elettromagnetici) dell'Università di Urbino uno studio sull'inquinamento elettromagnetico prodotto da queste due antenne.
Le risultanze dei rilevamenti effettuati il 23 ottobre hanno fornito dati rassicuranti, questi sono a disposizione dell'Amministrazione Comunale.
Per quanto riguarda l'installazione situata a pochissimi metri dall'asilo nido e dalla scuola materna, attorno al loro perimetro non si sono avvertiti parametri rilevabili dalla sensibilità minima della sonda utilizzata per le misurazioni; parametri al di sotto di 0,5 Volt per metro.
Nel caso di specie, si tratta di un ponte radio. Come tale, esso emette un fascio di radiazioni mirato e con un angolo molto stretto, fascio che per la sua stessa funzionalità non deve incontrare nel suo tragitto alcun tipo di ostacolo.
Alla luce di tali risultati sono da escludere pericoli per la salute dei bambini che frequentano per molti mesi all'anno queste strutture scolastiche.
L'altra antenna, quella situata alle spalle della Casa comunale, ha fatto segnare una radiazione pari a 1,5 Volt per metro, solo in prossimità della Rocca, radiazione ben al di sotto degli attuali parametri di legge: 6 Volt per metro previsti per luoghi in cui si permane oltre le 4 ore.
Anche in questo caso, i Concittadini possono sentirsi rassicurati.
Resta però il fatto che i luoghi che ora ospitano tali impianti radianti sono del tutto inidonei a un loro potenziamento o a ospitare in futuro nuove installazioni.
Si ricorda, per di più, che la stessa Regione Marche, con la Deliberazione n.276 del 2000, ha voluto fissare una normativa per la "tutela ambientale e sanitaria della popolazione" contro l'inquinamento elettromagnetico.
Tale legge, purtroppo, non è ancora entrata in vigore, poiché rinviata dal Commissario di Governo al Consiglio Regionale, anche in attesa della prossima emanazione, da parte del Parlamento nazionale, di una nuova legge in materia, che attualmente è all'esame del Senato. La Regione aveva previsto, all'articolo 6 della legge, il divieto imperativo di installazione di sistemi radianti nei pressi di ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido.
La legge prevedeva ancora di più, disponendo che, entro un anno dall'emanazione della stessa, tutte le stazioni radio, situate in una delle zone di divieto previste dall'art.6, andavassero rimosse con il ripristino dello stato dei luoghi.
Sarebbe stato questo il caso delle antenne che sovrastano i nostri edifici scolastici e il nostro Municipio. Si rileva, quindi, la dimenticanza dell'Amministrazione comunale di non avere previsto e individuato, nel nuovo P.R.G., le zone nelle quali in futuro potrebbero essere installate le nuove postazioni radio, vista anche la notevole espansione che avranno le telecomunicazioni nell'immediato futuro.
Queste zone saranno da considerare come delle proprie e vere discariche elettromagnetiche, attorno alle quali non si potrà, quindi, prevedere alcun tipo di insediamento. Questo, d'altronde, è quanto accade nei Paesi più avveduti in materia.
Posto in luce tale problema, si chiede all'Amministrazione comunale di avviare, al più presto, un procedimento amministrativo per individuare luoghi idonei ove trasferire gli impianti esistenti e ove dare la possibilità di istallarne, all'occorrenza, di nuovi, così da coniugare la tutela della salute pubblica con il progresso tecnologico.
A tal proposito, si rammenta all'Amministrazione Comunale che il C.S.A.A.E. ha elaborato un sofisticato software, utilissimo, in particolare, per tutte le Amministrazioni Locali, con cui, inserendo cartine georeferenziate dei luoghi, si possono individuare i siti in cui poter sistemare antenne radianti senza alcun pericolo per la popolazione.
Come già accaduto per i tubi in amianto-cemento da sostituire improrogabilmente nel civico acquedotto, l'Amministrazione accolga la civica collaborazione di un cittadino impegnato politicamente, poiché non si tratta di gratuito allarmismo ma solo di una sensibilità politica ed etica verso la salute dei cittadini.

 

Antonio Baldelli   

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