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Anche dell'uomo.
Le variazioni climatiche sono sempre
esistite, solo che nel passato occorrevano
millenni per affermarsi e davano tempo
a sufficienza per non essere avvertite
dagli esseri viventi o per adattarvisi
senza traumi.
Oggi invece si può presumere
che le variazioni si affermino nel tempo
di un secolo, e anche meno.
Perché la meteorologia cambia?
Perché l'uomo moderno ci ha messo
lo zampino mentre quello antico non
era in grado di farlo.
E come?
Da poco più di un secolo l'uomo
ha scoperto che la macchina può
risparmiare sensibilmente la sua energia
fisica, innescare un rapido processo
di crescita tecnologica e rendere la
vita più confortevole grazie
a un benessere sempre più diffuso
e allettante.
Tutti possono rendersi conto di quanto
sia cambiato il tenore di vita in poco
più di un secolo.
La macchina, l'affermarsi di tecnologie
sempre più sofisticate hanno
affrancato l'uomo dall'abbruttimento
di un lavoro assillante e faticoso e
da un rapporto di soggezione rassegnato
con se stesso e con la natura.
Oggi l'uomo si sente padrone dell'universo
poiché la macchina gli ha aumentato
iperbolicamente la capacità di
affrontare i problemi esistenziali.
Oggi l'uomo è tanto forte
che può distruggere in un battibaleno
se stesso con tutto il pianeta che lo
ospita se non ha la saggezza di dominare
energie e macchine che ha scoperto.
Tutto questo ha un costo poiché
necessita di fonti energetiche immense
(combustibili come il Carbone, il Petrolio,
il Gas, l'Atomo).
Da circa 130 anni l'uomo brucia come
non mai e libera nell'atmosfera incredibili
quantità di gas combusti generando
un progressivo inquinamento dell'atmosfera
che avvolge il pianeta che abita. Le
conseguenze che fino a poco tempo fa
sembravano di poco conto, oggi incidono
vistosamente anche nella meteorologia
con fenomeni ogni anno più intensi
e minacciosi.
Gli scienziati avvertono: l'anidride
carbonica e il vapore acqueo nell'aria
stanno assumendo proporzioni squilibrate.
L'anidride carbonica, ad esempio, che
in percentuali normali risulta biologicamente
necessaria e indispensabile per mantenere
il clima temperato, nelle percentuali
oggi raggiunte (+30%) provoca un effetto
serra foriero di tropicalizzazione
e desertificazione di zone terrestri
sempre più estese. Questo processo
è già in atto ed è
sotto gli occhi degli osservatori attenti.
E il vapore acqueo, notevolmente accresciuto
nell'aria, che fine fa?
Non può certo scomparire misteriosamente
nell'universo. Infatti esso, naturale
propulsore meteorologico, ritorna sulla
superficie terrestre sotto forma di
piogge sempre più insistenti
e torrenziali. Ecco i venti impetuosi,
le alluvioni, con tutto ciò che
è sempre più oggetto di
cronaca quotidiana.
Concludendo: il clima cambia e... cambia
negativamente per l'uomo: già
stiamo verificando estati torride e
inverni miti e aridi, mentre le mezze
stagioni (primavera e autunno) risultano
troppo piovose... pericolosamente piovose.
C'è un rimedio a tutto ciò?
Sì, c'è... ma l'uomo
saprà tornare al tenore di vita
di cento anni fa?
peppe lombardi
N.B.: Ho commesso un imperdonabile
peccato di presunzione?
Ne chiedo venia.
Comunque, consapevole della mia
insufficienza scientifica e della tremenda
attualità dell'argomento, ho
voluto porre all'attenzione dei lettori
le considerazioni sopra esposte sulla
base delle esperienze vissute e sull'attenta
osservazione che ho sempre rivolto ai
fenomeni atmosferici.
E' un contributo che mi sono
permesso volutamente di offrire a chi
corre il rischio di sottovalutare l'argomento.
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