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Accanto
ai morti per alcolismo, sono migliaia
i morti per cirrosi epatica o per incidenti
stradali per disordine mentale derivato
dall'abuso di bevande alcoliche.
Si
parla poco di questa piaga sociale,
largamente diffusa nelle stazioni di
maggior benessere, perché molti
ritengono non eccessivamente dannoso
l'uso eccessivo dell'alcool. E' analogo
al fenomeno dell'uso eccessivo del tabacco,
di cui solo ora la gente comincia a
prendere coscienza del male che produce.
Il consumo dell'alcool è ampiamente
praticato un po' ovunque sia in città
come in campagna, sebbene con dosi diverse
e conseguenze diverse. Eppure non sono
pochi gli alcolisti, ossia quelli che
con l'alcool hanno una forma di tossicodipendenza.
Ricordo la risposta di un amico a cui
bonariamente avevo fatto osservare che,
se avesse continuato a bere eccessive
dosi di bevande alcoliche, sarebbero
stati guai per la sua salute, ed avrebbe
perso alcuni anni di vita.
Mi
ha risposto: "quello che lei
dice è in parte vero, ma se smetto
di bere è peggio, perché
muoio subito". Sono parole
che rivelano un totale stato di dipendenza
dall'alcool. Dopo alcuni anni è
morto per cirrosi epatica, quando non
aveva ancora raggiunto i 50 anni di
età.
Gli
specialisti indicano come dose massima
tollerabile due grammi di alcool per
chilogrammo di peso corporeo. Le statistiche
dicono che in Italia muoiono per alcool
oltre 20 mila persone all'anno. Le morti
avvenute direttamente per la sindrome
di dipendenza dall'alcool non sono molto
numerose, mentre molti, in maggioranza
uomini, muoiono per cirrosi epatica.
Nei paesi industriali inoltre si stima
che gli incidenti stradali dovuti a
problemi di alcool ammontano al 30-50%
dei casi. Una forte percentuale delle
cosiddette "stragi del sabato sera"
è dovuta all'eccessiva assunzione
di alcool e di altre sostanze eccitanti.
In
Italia il consumo di alcool non è
uguale in tutte le regioni. Dalle statistiche
risulta che al Nord si consuma più
vino, mentre al Sud più birra.
I più forti consumatori di alcool
sono giovani tra i 20-25 anni, un dato
allarmante, ma anche gli anziani ne
sono vittime.
Cosa
si può e si deve fare, per combattere
questo flagello che miete tante, troppe
vittime? E' difficile muoversi, perché
si corre il rischio di suscitare la
reazione di operatori interessati alla
produzione e alla vendita di sostanze
alcoliche, sensibili solo ai loro guadagni
senza alcuna preoccupazione per la vita
degli altri. Alcune associazioni si
stanno attivando, per limitare la pubblicità
dell'alcool, come avviene anche se assai
tardivamente per le sigarette. Occorre
un'opera di sensibilizzazione, di persuasione,
che si può fare con dialoghi
e colloqui riservati, citando i nomi
magari di persone conosciute e morte
precocemente per abuso di alcolici.
C'è
un ritardo nella cultura cattolica per
quanto riguarda la valorizzazione della
sanità del corpo. E' vero che
l'anima è più importante
del corpo, ma è altrettanto vero
che il corpo dell'uomo, oltre che un
capolavoro della creazione, è
un dono prezioso che dobbia mo saper
gestire nel miglior modo possibile.
Tagore
ha affermato: "Il volto di un
bambino è la cosa più
bella e preziosa dell'universo".
Curare il corpo è un dovere al
quale nessuno può sottrarsi.
Dicevano gli antichi: "Mens
sana in corpore sano". Se il
corpo è sano, anche la mente
è sana.
Non
possiamo negare che nelle situazioni
più difficili sono inutili le
esortazioni e gli incoraggiamenti. L'alcolismo
ha le caratteristiche della dipendenza
psichica, dell'assuefazione e della
sindrome di astinenza come nella tossicodipendenza.
I processi di recupero sono difficili,
ma non impossibili. In tutte le regioni
esistono gruppi di aiuto e di recupero
che permettono un percorso di assistenza
e di accompagno, per guarire dall'alcolismo.
Vanno considerati come dei veri ammalati,
bisognosi di terapie adeguate ma anche
della comprensione dei famigliari, parenti
e amici.
Purtroppo
alle conclamate e sbandierate dichiarazioni
di essere per gli altri, di amare i
fratelli, non sempre da parte nostra
corrispondono azioni, opere di aiuto,
soccorso vero e concreto. Ma in questi
ultimi tempi, come per le sigarette,
anche per le vittime dell'alcolismo
sono aumentate le prese di posizione
e anche le associazioni che si prendono
cura di questi nostri fratelli che da
soli non riescono a liberarsi di un
male che mina seriamente la loro salute.
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