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Ai lettori

 

Cari lettori, sembra ieri che scrivevamo dell'inizio dell'anno 2000 e siamo invece già alla fine. Tra un difficoltà e l'altra, tra un ritardo e l'altro, La nostra Valle è comunque arrivata nella vostra cassetta della posta tutti i mesi. A guardarla da qui, dalla parte di chi deve assicurare mensilmente il confezionamento e l'invio del giornale sembra quasi un miracolo. Non ci stancheremo mai infatti di ricordare come il nostro sia un prodotto assolutamente artigianale, fatto in casa, che ha quindi, come tutte le cose "fatte a mano", pregi (il sapore della schiettezza e un po' dell'improvvisazione) e difetti (la non precisione nella grafica, nella correzione delle bozze, nelle consegne ecc…). Siamo convinti però che a voi piace così, è forse presunzione? Speriamo di no. Ciò comunque non ci esime dal fare meglio, anzi. Cogliamo l'occasione per scusarci con chi, collaboratori o inserzionisti, ha dovuto a volte portare il peso dei nostri disguidi.
Qualcuno ci ha chiesto il perché non appaia più, da qualche mese a questa parte alla fine del giornale, l'elenco delle offerte. Ciò è dovuto principalmente ad un problema tecnico. Don Fauno, che curava questa pagina, si è trasferito ormai da diversi mesi nella Casa del Clero di Fano e da lì non riesce più a seguire certe cose come prima. Dobbiamo anche dire che quella paginetta contava ammirazioni e critiche. C'era chi, probabilmente non a torto, la considerava non elegante, interpretandola - scusate il termine - come una classifica. Ora non vi nascondiamo che siamo un po' titubanti sul da farsi. Ci piacerebbe quindi conoscere anche il vostro pensiero in merito. Può sembrare sciocco chiedere ai lettori il parere su una cosa di questo genere, ma non è così. Le offerte sono la linfa vitale del nostro giornalino e molti potrebbero essere (anche giustamente) gratificati dal veder pubblicato il proprio nome. Va bene, il nuovo anno, ormai alle porte, ci porterà consiglio.
Vorremmo poi dedicare due righe agli auguri di Natale.
Che questi giorni siano ricchi di serenità, e che le nostre famiglie possano ritrovare l'amore umile e semplice, pur nel frastuono e nello scintillio di luci. Che riusciamo a fermarci un attimo davanti a un presepe vuotando la testa da pacchi e regali, da addobbi e festoni, che riusciamo a vedere in quella capanna la speranza per un mondo migliore, dove il denaro sia un mezzo e non un fine, dove dei poveri del mondo si parli in TV più che dei mille telefonini ed ammennicoli vari, dove ciascuno senta il dovere di fare ogni giorno qualcosa per gli altri, dove i sermoni lascino il posto alle opere buone, dove possiamo sentirci davvero fratelli.

Auguri, auguri sinceri.

La Redazione       

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