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                   a cura di Giuseppe Milito

"IL NATALE DI POIROT"
di Agatha Christie (1890-1976)

Hercule Poirot, il geniale investigatore belga protagonista di tanti romanzi di Agatha Christie, ha una idea del tutto personale dello spirito natalizio.
"A Natale impera lo spirito di buona volontà. Vecchi litigi vengono dimenticati, chi è in disaccordo si riappacifica. In queste condizioni i nervi possono venir sottoposti a una dura prova. Persone che non hanno alcuna voglia di essere amabili fanno uno sforzo per apparirlo. A Natale c'è molta ipocrisia e lo sforzo per essere buoni e amabili crea un malessere che può riuscire pericoloso. Chiudete le valvole di sicurezza del vostro contegno e presto o tardi la caldaia scoppierà provocando un disastro".
Queste parole di Poirot fanno da prologo a una vicenda ai limiti dell'impossibile che inizia il 22 dicembre e termina il 28. Lo schema è quello del giallo classico, molto facile da comprendere, mentre è difficilissima l'individuazione del colpevole, che può essere intuita solo seguendo minuziosamente tutto il racconto, senza distrarsi e senza trascurare il minimo particolare. Molto importanti sono i dialoghi, anche quelli apparentemente banali. E' proprio parlando con le persone e osservandole che Poirot scopre l'assassino.
Il suo metodo non è quello di Sherlock Holmes, che scopre la verità valendosi delle proprie conoscenze di botanica, geologia, chimica e anatomia. L'investigatore belga non trascura gli indizi materiali, ma usa prevalentemente la psicologia. D'altra parte non c'è altro modo per venire a capo di una vicenda apparentemente inspiegabile.
La riassumo brevemente: il vecchio Simeon Lee riunisce per Natale i suoi quattro figli, tra i quali non corre buon sangue, e che lui considera degli incapaci. La sera del 24 dicembre il signor Lee viene trovato morto in un lago di sangue in una stanza chiusa dall'interno, nella quale non c'è nessuno e nessuno è uscito. E' assolutamente escluso il suicidio, visto che nella stanza non ci sono armi ed è sparito un sacchetto con dei diamanti che l'uomo teneva sempre con sé. Inoltre: la stanza è in un disordine terribile, come se fosse stata sostenuta una lotta; gli ospiti della casa hanno udito un gran fracasso e un grido disumano; nella stanza dove è avvenuto il delitto non ci sono finestre dalle quali sia possibile uscire, non ci sono passaggi segreti e la porta è chiusa dall'interno, ma nella stanza non c'è nessuno.
Unici indizi un pezzetto di gomma e un minuscolo oggetto di legno che vengono trovati sul pavimento. "Eppure - dice Poirot - non c'è nulla di assurdo in questo delitto.
Ogni cosa è avvenuta come doveva avvenire". E se lo dice lui potete fidarvi.

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