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L'appello
alla pace partì da un angolo
sperduto della Palestina: "Pace
in terra agli uomini di buona volontà"!
Duemila
anni dopo, proprio in quei luoghi, imperversa
la guerra e il bollettino delle vittime,
quasi tutti giovani, è di giorno
in giorno più drammatico. Nessuno
si azzarda ad andare a Betlemme per
celebrarvi il Santo Natale. "Il
programma delle celebrazioni giubilari
di dicembre è stato cancellato"
- ha detto il parroco di Betlemme Ibrahim
Faltas - "piazza della mangiatoia
non sarà addobbata a festa. Un
solo albero racconterà insieme
la gioia del Natale e il dolore di questa
terra. Nella città della Nascita
tornano a morire i bambini innocenti".
Non
c'è simbolo sacro che si salvi.
Si è combattuto a Betlemme presso
la tomba di Rachele. A qualche chilometro
di distanza è stata assalita
e distrutta la tomba di Giuseppe.
Sembra
che l'odio del mondo si sia concentrato
in quella regione dove un popolo, perseguitato
per secoli, ha finalmente trovato una
Patria e un altro popolo rivendica il
diritto ad essere uno Stato.
La
città santa di Gerusalemme, crocevia
delle più grandi religioni del
mondo, è al centro di una disputa
che assume toni di inaudita violenza.
Dall'una
e dall'altra parte vi sono ragioni e
torti che in mezzo secolo (ma anche
prima) hanno generato conflitti sanguinosi.
Ora la situazione sembra sul punto di
provocare un incendio con chissà
quali terribili esiti.
Di
fatto, i contendenti sono rimasti soli.
Gli Stati Uniti, i mediatori di sempre,
hanno altro a cui pensare e il futuro
Presidente, chiunque sarà, dovrà
preoccuparsi di riguadagnare i consensi
degli americani, che il braccio di ferro
legale ha allontanato, e non cercare
successi diplomatici all'estero. La
Russia ha anch'essa da sbrogliare una
bella matassa di problemi e quello che
succede nel Medio Oriente non è
in cima ai suoi pensieri.
Le
immagini della guerra entrano tutte
le sere nelle nostre case. Le guardiamo
distratti. L'attenzione dedicata alle
insulse avventure nella casa del "grande
fratello" forse interessano di
più.
Bisognerebbe
tornare alla grotta della Natività
per ritrovarvi l'antico messaggio di
pace. Se non è possibile andarci
in concreto, facciamolo almeno con il
cuore.
E'
la grazia da chiedere in questo inquieto
Natale del Duemila.
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