Torna all'indice! Pagina 5       

Riflessioni
di Eugenio Marcucci

 

L'appello alla pace partì da un angolo sperduto della Palestina: "Pace in terra agli uomini di buona volontà"!
Duemila anni dopo, proprio in quei luoghi, imperversa la guerra e il bollettino delle vittime, quasi tutti giovani, è di giorno in giorno più drammatico. Nessuno si azzarda ad andare a Betlemme per celebrarvi il Santo Natale. "Il programma delle celebrazioni giubilari di dicembre è stato cancellato" - ha detto il parroco di Betlemme Ibrahim Faltas - "piazza della mangiatoia non sarà addobbata a festa. Un solo albero racconterà insieme la gioia del Natale e il dolore di questa terra. Nella città della Nascita tornano a morire i bambini innocenti".
Non c'è simbolo sacro che si salvi. Si è combattuto a Betlemme presso la tomba di Rachele. A qualche chilometro di distanza è stata assalita e distrutta la tomba di Giuseppe.
Sembra che l'odio del mondo si sia concentrato in quella regione dove un popolo, perseguitato per secoli, ha finalmente trovato una Patria e un altro popolo rivendica il diritto ad essere uno Stato.
La città santa di Gerusalemme, crocevia delle più grandi religioni del mondo, è al centro di una disputa che assume toni di inaudita violenza.
Dall'una e dall'altra parte vi sono ragioni e torti che in mezzo secolo (ma anche prima) hanno generato conflitti sanguinosi. Ora la situazione sembra sul punto di provocare un incendio con chissà quali terribili esiti.
Di fatto, i contendenti sono rimasti soli. Gli Stati Uniti, i mediatori di sempre, hanno altro a cui pensare e il futuro Presidente, chiunque sarà, dovrà preoccuparsi di riguadagnare i consensi degli americani, che il braccio di ferro legale ha allontanato, e non cercare successi diplomatici all'estero. La Russia ha anch'essa da sbrogliare una bella matassa di problemi e quello che succede nel Medio Oriente non è in cima ai suoi pensieri.
Le immagini della guerra entrano tutte le sere nelle nostre case. Le guardiamo distratti. L'attenzione dedicata alle insulse avventure nella casa del "grande fratello" forse interessano di più.
Bisognerebbe tornare alla grotta della Natività per ritrovarvi l'antico messaggio di pace. Se non è possibile andarci in concreto, facciamolo almeno con il cuore.
E' la grazia da chiedere in questo inquieto Natale del Duemila.

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA