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UTENTI E CLIENTI

 

Ricordo con piacere quel giorno di qualche anno fa quando telefonando al cellulare di un amico sentii che il messaggio registrato della Società dei telefoni era diverso: "Telecom Italia Mobile, il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile, la preghiamo di richiamare più tardi". Fino al giorno precedente l'annuncio non parlava di cliente ma di utente.
Quel cambiamento rappresentava nel suo piccolo una rivoluzione. Si passava da un regime di monopolio ad uno di libero mercato: la concorrenza avrebbe fatto (come poi è stato) diminuire i prezzi, ma soprattutto ciascuno di noi sarebbe stato trattato nel campo della telefonia cellulare con maggior rispetto.
Purtroppo in molti settori il cittadino è rimasto invece utente; con tutte le conseguenze che questo comporta. Soprusi compresi.
Gli esempi non mancano.
Quando si stipula un contratto, ad esempio, è prassi che ciascuno dei contraenti ne abbia una copia. Ebbene: avete voi la copia del contratto stipulato a suo tempo per la fornitura dell'acqua? La risposta è: No. Come fate quindi a sapere quali sono i vostri diritti e i vostri doveri scaturiti dall'aver sottoscritto quell'accordo? Non lo sapete. Ma c'è di peggio: non lo saprete mai. Se infatti ne chiedete una copia nessuno ve la darà. Ciò è grave, e non solo per una questione di forma, ma di sostanza. Su quel foglio c'è infatti scritto che vi verrà fornita dell'acqua potabile e che, a fronte di questo servizio, voi vi impegnate a corrispondere una cifra. Se l'acqua non è potabile (come ancora purtroppo spesso accade) voi non siete tenuti a versare alcunché.
Andiamo avanti. Ciascuno di noi ha un rapporto con il Comune per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Paghiamo infatti un certo importo per questo servizio. Ora, in molti quartieri il camion della nettezza urbana passa tutti i giorni mentre in altri una o due volte la settimana. In alcune zone i cassonetti sono ridotti a brandelli e sarebbero essi stessi da buttare nel pattume, in altre sono nuovi; in alcuni luoghi sono vicini, in altri devi fare mezzo chilometro. Ebbene: cosa prevede il nostro contratto in proposito? Chissà chi lo sa. Entrate in possesso di quell'accordo se ci riuscite!
I due esempi riguardano i Comuni, ma le cose non vanno in modo diverso nei rapporti con lo Stato, con le Regioni e con tutti quegli enti ai quali il cittadino è costretto a rivolgersi non potendo scegliere diversamente.
Qualcosa, in verità si sta facendo, e basta salire su un treno per rendersene un po' conto. La strada delle privatizzazioni incontra però sempre nuovi ostacoli ed è ancora quanto mai in salita. Insomma noi utenti dovremo ancora una volta pazientare.

Paolo Fadelli

      

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