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CREDERE, NON CREDERE

... era il titolo di un programma televisivo condotto da Sergio Zavoli. Vi partecipavano personaggi di diverse religioni, e anche non credenti. La prima ad apparire sul video è stata l'astronoma sig.ra Hack, che non perde occasione, anche non richiesta, di dichiarare il suo ateismo. Quella sera ha espresso la sua teoria sulla creazione. In un intervento flash, l'astronoma ha pronunciato almeno tre volte la parola "caso", nel cui nome e nella cui ultrapossanza si sarebbero formati e combinati sistemi stellari e planetari.
Non è chi non veda la debolezza e l'astrusità dell'enunciato. Infatti: chi è o cos'è il caso? Nel primo... Caso, si tratterebbe di un signore, al quale cavare tanto di cappello, perché la sua esistenza precede necessariamente l'esistenza del cosmo, con qualità essenziali di potenza e di intelligenza infinite, che alcuni chiamano Dio, altri Jawhé, altri Allah, e allora la signora astronoma non è atea, come dice di essere.
Nel secondo... caso, ci si trova di fronte a un fatto veramente assurdo: una circostanza fortuita (da chi mossa?) avrebbe prodotto un ordine talmente meraviglioso che la mente umana (compresa quella della sig.ra Hack) cerca ancora di indagare e spiegare. Sarebbe più facile ammettere che gli ingranaggi di un orologio si siano collegati per caso, e che altrettanto sia avvenuto per le lettere dell'alfabeto, per comporre la "Divina commedia". Al che Archimede e Dante uscirebbero dalla tomba a protestare.
"Il caso è il dio degli imbecilli" l'ha detto Léon Bloy. Non voglio essere mal educato a tal punto, ma sinceramente vorrei che la signora astronoma mi spiegasse il concetto di "Caso".

 

Fiorenzo Carbonari

 

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