|
Il
Natale è la festa che rinsalda
le amicizie, soprattutto quelle buone
e vere, ed ecco che da vari anni questo
accade anche per la nostra amicizia
con il prete ugandese D. Giovanni
Battista Rwabunyoro. Lui ci scrive
e noi ci attiviamo nel promuovere gli
aiuti per la sua missione in Uganda.
Lui scrive a qualcuno, perché
si faccia interprete dei suoi sentimenti
presso tutti gli altri. Scrive: "Scusa,
se per tanto tempo non scrivo";
e poi: "Tutti noi qui ti ringraziamo
per l'impegno che ti prendi per farci
del bene. Solo Dio saprà come
ricompensarti". A nome degli studenti
adottati dice: "Esprimo anch'io
con loro la nostra gratitudine per questa
solidarietà e aiuto". 
E,
a proposito della "macina"
che gli abbiamo acquistato lo scorso
anno con cinquemila dollari e che è
in funzione nel suo villaggio di origine
Niankoma, scrive: "Ti mando delle
foto della macina installata. Ringraziamo
tutti voi..., perché la macina
è di grande aiuto adesso alla
gente". Poi informa: "In Uganda
adesso abbiamo una grave epidemia mortale,
che si chiama ebola. Uccide tanta gente,
anche medici e infermiere. Alcune Suore
infermiere sono
anche
morte. Abbiamo bisogno di preghiere;
c'è il rischio che questa epidemia
esploda, perché anche i medici
hanno paura di curare gli ammalati".
Noi
sappiamo dai giornali alcune di queste
notizie; ci sembrano però tanto
lontane. Don Giovanni Battista ci fa
sentire che invece sono molto vicine...
Don
Giovanni conclude: "Vi auguro un
buon Natale e la protezione divina nel
nuovo anno". Grazie, Don Giovanni!
Coraggio e buon lavoro!
Noi
ci siamo dati da fare un po' per lui.
Così abbiamo di nuovo aperto,
per le sue attività, il mercatino
e la pesca che siamo soliti organizzare
a Pergola durante le feste natalizie
e abbiamo realizzato oltre tre milioni
di lire (la cifra non è esatta,
perché ci sono ancora denari
non riscossi, in quanto ce li verseranno
a rate...). Le famiglie che sono coinvolte
nell'attività delle adozioni
di giovani e ragazze, per permettere
loro di studiare, sono giunte a 42.
Resta sempre aperto il discorso del
"fuori strada", che ci siamo
ripromessi di fornire a Don Giovanni
appena possibile, dopo sistemata l'urgenza
della "macina".
Sono
aiuti piccoli rispetto alle esigenze
molteplici e grandi; siamo però
convinti che il Signore fa fruttificare
tutto ciò che facciamo per dare
una mano ai nostri fratelli d'Uganda.
|