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Ricordo di
Giuseppina Bracciocorti Speranzini

 

Nonostante la saggezza, pur pienamente condivisa, dell'insegnamento evangelico: "Estote parati", la morte improvvisa di una persona cara coglie sempre di sorpresa; essa ci addolora, ci disorienta, ci crea un vuoto nell'anima e i nostri occhi vagano smarriti nel nulla. Questa la sensazione che ho provato quando mi è stata comunicata la triste notizia della morte di Giuseppina. Mi legava a lei e al marito una vecchia, sincera amicizia.
Durante la sua ultima mostra pittorica, a Pergola, le avevo suggerito un'idea per la composizione di una "Natura Morta"; aveva accolto con molto interesse la mia proposta che si era riservata di realizzare non appena si fosse liberata dai vari impegni assunti nel corso della mostra. Purtroppo ogni impegno è caduto col "calar della sera".
Non è questo il momento per tracciare un esauriente profilo della complessa personalità di Giuseppina, né sarebbe facile per il geloso riserbo dei suoi sentimenti messi al riparo dal suo immancabile sorriso.
Mi limiterò a ricordarla come insegnante preparata e paziente; come moglie affettuosa, fedele, trepidante; come pittrice valente, piena di immaginazione, innamorata della sua arte, tanto da commuovermi quando la vedevo accarezzare i suoi quadri, come fossero creature vive, con sensibilità materna.
Curava con impegno il suo giardino, i suoi fiori, i suoi animali domestici, e di questo ambiente aveva fatto il suo Eden, nonostante le segrete cure per il suo Tonino. Il dolore costante e prolungato aveva contribuito, come accade nei poeti, a raffinare la sua sensibilità che manifestava nell'espressione armonica e idealizzata delle sue creazioni artistiche, che avevano raggiunto, nell'ultima sua mostra, alti livelli di perfezione.
La nostra città ha subito una grave perdita.
A noi non rimane che ricordarla sorridente, così, come era nei suoi fugaci incontri, fiduciosi che Dio l'abbia accolta nel suo Eden con lo stesso Amore con cui Lei ha saputo amare le persone e le cose che l'hanno circondata su questa terra.

                                                                                         Mario Beci

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