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Caro
Leone,
la sera del 21 dicembre scorso, allo
spettacolo del comico Di Carlo c'ero
anch'io e proprio non mi va giù
l'idea che quel tipo, in fondo nemmeno
tanto sciocco, ti abbia potuto insultare
per un'ora, nella più assoluta
indifferenza dei presenti, me compreso,
solo perché con candore (e con
coraggio) gli avevi detto di "moderare
le parole". E pensare che proprio
lui aveva cercato di suscitare una specie
di dialogo con voi bambini. Ma evidentemente
dava per scontato che solo ai "parolacciari"
si potesse dare il diritto di parola.
Vedi come va il mondo? Si possono dire
impunemente tante scemenze, raccogliendo
applausi (e quante ne ha dette quel
comico; e quanti applausi ha raccolto),
ma guai a dire una cosa buona, come
hai fatto tu: ti prendono di mira, ti
insultano, incuranti persino dei tuoi
otto anni , senza che chi sta intorno
osi alzare un solo dito di dissenso.
In ogni caso, caro Leone, tu continua
a coltivare il coraggio che ti viene
dal tuo candore; e, soprattutto, impara
a trattenere le lacrime. Certi str
.
Non le meritano.
Con affetto
Sergio
Belardinelli
P.S.
Già che ci sono, ti chiedo scusa
anche per quella volta in cui, alla
vigilia del tuo primo giorno di scuola,
ti dissi che non ti avrebbero lasciato
entrare per via della tua testolina
troppo ben rasata per l'occasione. Piangesti
anche allora, per colpa di un altro
str
. Ma non perderti d'animo,
poiché solo i bambini come te
possono cambiare la faccia della terra.
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