Torna all'indice! Pagina 2       

line.jpg (1662 byte)

CITTADINI DEL MONDO

 

Esaltante è il messaggio che il papa ci ha dato, perché vi riflettiamo all'inizio del 3° Millennio: esaltante, perché ci fa leggere un po' più chiaro nel futuro dell'umanità e ci indica quindi profeticamente la via che gli uomini debbono scegliere per realizzare il bene comune.
Giovanni Paolo II ci propone come meta il "dialogo delle culture per una civiltà dell'amore e della pace".
La globalizzazione, "che unisce in modo crescente i destini dell'economia, della cultura e della società", è ormai un orientamento inarrestabile del cammino dell'umanità; farne una lettura in positivo è indispensabile per comprenderla e per accettarla, per favorirla e realizzarla nel senso giusto. La globalizzazione infatti non dovrà significare appiattimento o scomparsa delle culture; non dovrà essere assolutamente questo. Non ci chiederà di rinunciare alla nostra identità culturale; ci aiuterà invece ad arricchirla e ad elevarla, facendone motivo di crescita ed espressione di più alta civiltà.
* La sensazione che il millennio appena iniziato inauguri per gli uomini un'era nuova, paragonabile ai mutamenti avvenuti nei due precedenti millenni, non è frutto di fantasia o della semplice aspirazione dell'uomo a cercare sempre mete più alte. E' un concreto segno dei tempi; bisognerebbe essere insensibili e ciechi per non vederlo. Il passaggio dal secondo al terzo millennio porta sensibilmente a una più forte e necessaria unità di tutta la famiglia umana.
Semplificando al massimo - e perciò correndo il rischio insito in questo tipo di semplificazioni - potremmo dire che il primo ha visto la nascita e il diffondersi del Cristianesimo ed ha assistito al formarsi di quella civiltà che, nelle terre a specchio del Mediterraneo, ha salvaguardato e purificato quanto di meglio avevano maturato le civiltà dei popoli precedenti: il senso della giustizia, la ricerca della verità sul significato della vita degli uomini, l'aspirazione alla libertà di tutti e di ciascuno. Nelle migrazioni di popoli, seguite al disfarsi dell'impero di Roma, la nuova religione ha operato la fusione delle diverse culture e le ha fatte fermentare in senso più umano e universale, alla luce e al calore del Verbo Divino incarnato.
Il secondo millennio, a sua volta, ha registrato, nella nuova situazione socio-politica e culturale, la nascita e l'affermarsi di un nuovo umanesimo più profondo e più spirituale, riscoprendo un modo più nobile e bello di essere uomini e dando ad essi, pur attraverso tante lotte e contraddizioni, uno spazio nuovo nel mondo, non solo geografico, ma scientifico e tecnico, fatto di intelligenza e di operosità, con alla base le idee cristiane di libertà, di uguaglianza e di fraternità.
Il cammino è stato tutt'altro che facile e indolore: è costato lacrime e sangue. I due millenni non hanno smentito, ma confermato il dato biblico della presenza del bene e del male e della lotta tra queste due realtà nella storia dell'uomo: Dio e Satana; grazia e "peccato originale"; Cristo e Anticristo. Le calamità naturali (terremoti, alluvioni, epidemie, carestie...) hanno avuto un aggravio non quantificabile da parte delle cattiverie degli uomini (violenze, guerre, stragi, schiavitù...).
Se pensiamo al primo millennio non possiamo non ricordare le persecuzioni, le invasioni barbariche, il formarsi di contrasti per motivi di potere o di dottrine. Se pensiamo al secondo, registriamo le guerre sempre più numerose a causa di nazionalismi, di colonialismi, di contrapposizioni crescenti per motivi religiosi, etnici, sociali. Anche le rivoluzioni idealmente più giuste sono state pagate da tante sofferenze e da tanto sangue.
La Chiesa stessa è stata motivo di lotte e di dolori; non senza giusta causa il papa, in questo anno del Grande Giubileo, ha coraggiosamente chiesto perdono, a nome della Chiesa, di tante incoerenze, infedeltà, colpe commesse in contrasto con le lettera e lo spirito del Vangelo.
Soprattutto chi ha vissuto l'esperienza del secolo appena trascorso, il Ventesimo secolo, sa quanto sia vera una sua interpretazione fatta alla luce di uno "scenario biblico" impressionante, tanto carica di cupe tenebre e di apocalittici bagliori è la storia di due guerre mondiali, la seconda conclusa con la sinistra desolazione della bomba atomica, la storia di varie dittature, tra le quali emergono quella nazista e quella comunista con tutto lo strascico di campi di concentramento e di sterminio, la vicenda di un continente asiatico, anch'esso turbato da dittature, guerre, rivoluzioni, di un'Africa che non riesce a liberarsi dalle conseguenze del colonialismo: dittature militari e guerre tribali, di un'America divisa soprattutto dallo squilibrio tra ricchi e poveri. Su tutti incombe il dilagare di fame, contagi (pensare, per esempio, all'AIDS e all'ebola) e la minaccia di un equilibrio ecologico turbato e di energie naturali in esaurimento, a causa di un dissennato consumo e di sfruttamento commerciale da parte dei paesi ricchi a scapito dei paesi poveri: acqua, foreste, atmosfera, flora, fauna...
* Il 3° millennio inizia portandosi dietro il peso degli errori e dei mali del passato, tanto che proprio nell'anno del Grande Giubileo abbiamo visto riesplodere la guerra proprio nel paese di Gesù, il riaccendersi in varie parti del globo di guerre di religione, il presentarsi nel centro stesso della Cattolicità di episodi di contrasto e di intolleranza, i segni significativi, nel mondo occidentale, di una società che si distacca dalle sorgenti e dalla morale della sua civiltà cristiana, per far posto a una mentalità laicista e pagana, più orientata verso un tecnicismo materialista e utilitario che verso una crescita dei valori dello spirito.
Il nuovo millennio segnerà la crescita o il regresso della civiltà?
Conoscerà davvero la nascita di una "civiltà dell'amore e della pace"?
E le migrazioni di masse umane da un paese all'altro, migrazioni che fanno pensare a quelle che hanno segnato la fine del mondo greco-romano nel primo millennio, quale nuova fisionomia daranno alla famiglia umana? Realizzeranno per lei un'era di più giusta e più pacifica convivenza?
Il papa, questo papa che ci ha accompagnato alle soglie del nuovo millennio e che da anni ci parla dell'urgenza di una "nuova evangelizzazione", ora ci indica come metodo da seguire quello del "dialogo tra le varie culture". Le differenti e molteplici forme di cultura portano tutte un denominatore comune, che è quello della loro "umanità": fanno riferimento all'uomo e ai suoi valori: vita, libertà, religiosità, famiglia, società... Hanno tutte bisogno di purificazione, perché tutte portano necessariamente i segni dei limiti e del male presenti nell'uomo, ma tutte sono buone in quanto fanno riferimento a quei valori universali.
E' su questa base che dovranno accogliersi, conoscersi, confrontarsi, arricchirsi a vicenda, senza aver l'una la pretesa di imporsi all'altra e di considerarsi superiore ed egemone. La fede cristiana, con i suoi valori universali, ha la capacità di aiutare gli uomini a fare di nuovo una sintesi, che dia vero sviluppo al cammino che essi stanno affrontando.
Ma sarà la loro saggezza e rettitudine ad accorgersi della sua necessaria funzione nella formazione di un nuovo umanesimo. Il mondo ha bisogno di Dio e del suo Figlio redentore. Bisogna che gli uomini lo accolgano.
Ne nascerà un mondo più umano e pacifico. Gli uomini si sentiranno più ricchi e motivati nei valori umani fondamentali e sperimenteranno con entusiasmo e con gioia che la loro vocazione è quella di essere veramente "cittadini del mondo".

 

Lino Ricci       

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA