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Esaltante
è il messaggio che il papa ci
ha dato, perché vi riflettiamo
all'inizio del 3° Millennio: esaltante,
perché ci fa leggere un po' più
chiaro nel futuro dell'umanità
e ci indica quindi profeticamente la
via che gli uomini debbono scegliere
per realizzare il bene comune.
Giovanni
Paolo II ci propone come meta il "dialogo
delle culture per una civiltà
dell'amore e della pace".
La
globalizzazione, "che unisce in
modo crescente i destini dell'economia,
della cultura e della società",
è ormai un orientamento inarrestabile
del cammino dell'umanità; farne
una lettura in positivo è indispensabile
per comprenderla e per accettarla, per
favorirla e realizzarla nel senso giusto.
La globalizzazione infatti non dovrà
significare appiattimento o scomparsa
delle culture; non dovrà essere
assolutamente questo. Non ci chiederà
di rinunciare alla nostra identità
culturale; ci aiuterà invece
ad arricchirla e ad elevarla, facendone
motivo di crescita ed espressione di
più alta civiltà.
*
La sensazione che il millennio appena
iniziato inauguri per gli uomini un'era
nuova, paragonabile ai mutamenti avvenuti
nei due precedenti millenni, non è
frutto di fantasia o della semplice
aspirazione dell'uomo a cercare sempre
mete più alte. E' un concreto
segno dei tempi; bisognerebbe essere
insensibili e ciechi per non vederlo.
Il passaggio dal secondo al terzo millennio
porta sensibilmente a una più
forte e necessaria unità di tutta
la famiglia umana.
Semplificando
al massimo - e perciò correndo
il rischio insito in questo tipo di
semplificazioni - potremmo dire che
il primo ha visto la nascita e il diffondersi
del Cristianesimo ed ha assistito al
formarsi di quella civiltà che,
nelle terre a specchio del Mediterraneo,
ha salvaguardato e purificato quanto
di meglio avevano maturato le civiltà
dei popoli precedenti: il senso della
giustizia, la ricerca della verità
sul significato della vita degli uomini,
l'aspirazione alla libertà di
tutti e di ciascuno. Nelle migrazioni
di popoli, seguite al disfarsi dell'impero
di Roma, la nuova religione ha operato
la fusione delle diverse culture e le
ha fatte fermentare in senso più
umano e universale, alla luce e al calore
del Verbo Divino incarnato.
Il
secondo millennio, a sua volta, ha registrato,
nella nuova situazione socio-politica
e culturale, la nascita e l'affermarsi
di un nuovo umanesimo più profondo
e più spirituale, riscoprendo
un modo più nobile e bello di
essere uomini e dando ad essi, pur attraverso
tante lotte e contraddizioni, uno spazio
nuovo nel mondo, non solo geografico,
ma scientifico e tecnico, fatto di intelligenza
e di operosità, con alla base
le idee cristiane di libertà,
di uguaglianza e di fraternità.
Il
cammino è stato tutt'altro che
facile e indolore: è costato
lacrime e sangue. I due millenni non
hanno smentito, ma confermato il dato
biblico della presenza del bene e del
male e della lotta tra queste due realtà
nella storia dell'uomo: Dio e Satana;
grazia e "peccato originale";
Cristo e Anticristo. Le calamità
naturali (terremoti, alluvioni, epidemie,
carestie...) hanno avuto un aggravio
non quantificabile da parte delle cattiverie
degli uomini (violenze, guerre, stragi,
schiavitù...).
Se
pensiamo al primo millennio non possiamo
non ricordare le persecuzioni, le invasioni
barbariche, il formarsi di contrasti
per motivi di potere o di dottrine.
Se pensiamo al secondo, registriamo
le guerre sempre più numerose
a causa di nazionalismi, di colonialismi,
di contrapposizioni crescenti per motivi
religiosi, etnici, sociali. Anche le
rivoluzioni idealmente più giuste
sono state pagate da tante sofferenze
e da tanto sangue.
La
Chiesa stessa è stata motivo
di lotte e di dolori; non senza giusta
causa il papa, in questo anno del Grande
Giubileo, ha coraggiosamente chiesto
perdono, a nome della Chiesa, di tante
incoerenze, infedeltà, colpe
commesse in contrasto con le lettera
e lo spirito del Vangelo.
Soprattutto
chi ha vissuto l'esperienza del secolo
appena trascorso, il Ventesimo secolo,
sa quanto sia vera una sua interpretazione
fatta alla luce di uno "scenario
biblico" impressionante, tanto
carica di cupe tenebre e di apocalittici
bagliori è la storia di due guerre
mondiali, la seconda conclusa con la
sinistra desolazione della bomba atomica,
la storia di varie dittature, tra le
quali emergono quella nazista e quella
comunista con tutto lo strascico di
campi di concentramento e di sterminio,
la vicenda di un continente asiatico,
anch'esso turbato da dittature, guerre,
rivoluzioni, di un'Africa che non riesce
a liberarsi dalle conseguenze del colonialismo:
dittature militari e guerre tribali,
di un'America divisa soprattutto dallo
squilibrio tra ricchi e poveri. Su tutti
incombe il dilagare di fame, contagi
(pensare, per esempio, all'AIDS e all'ebola)
e la minaccia di un equilibrio ecologico
turbato e di energie naturali in esaurimento,
a causa di un dissennato consumo e di
sfruttamento commerciale da parte dei
paesi ricchi a scapito dei paesi poveri:
acqua, foreste, atmosfera, flora, fauna...
*
Il 3° millennio inizia portandosi
dietro il peso degli errori e dei mali
del passato, tanto che proprio nell'anno
del Grande Giubileo abbiamo visto riesplodere
la guerra proprio nel paese di Gesù,
il riaccendersi in varie parti del globo
di guerre di religione, il presentarsi
nel centro stesso della Cattolicità
di episodi di contrasto e di intolleranza,
i segni significativi, nel mondo occidentale,
di una società che si distacca
dalle sorgenti e dalla morale della
sua civiltà cristiana, per far
posto a una mentalità laicista
e pagana, più orientata verso
un tecnicismo materialista e utilitario
che verso una crescita dei valori dello
spirito.
Il
nuovo millennio segnerà la crescita
o il regresso della civiltà?
Conoscerà
davvero la nascita di una "civiltà
dell'amore e della pace"?
E
le migrazioni di masse umane da un paese
all'altro, migrazioni che fanno pensare
a quelle che hanno segnato la fine del
mondo greco-romano nel primo millennio,
quale nuova fisionomia daranno alla
famiglia umana? Realizzeranno per lei
un'era di più giusta e più
pacifica convivenza?
Il
papa, questo papa che ci ha accompagnato
alle soglie del nuovo millennio e che
da anni ci parla dell'urgenza di una
"nuova evangelizzazione",
ora ci indica come metodo da seguire
quello del "dialogo tra le varie
culture". Le differenti e molteplici
forme di cultura portano tutte un denominatore
comune, che è quello della loro
"umanità": fanno riferimento
all'uomo e ai suoi valori: vita, libertà,
religiosità, famiglia, società...
Hanno tutte bisogno di purificazione,
perché tutte portano necessariamente
i segni dei limiti e del male presenti
nell'uomo, ma tutte sono buone in quanto
fanno riferimento a quei valori universali.
E'
su questa base che dovranno accogliersi,
conoscersi, confrontarsi, arricchirsi
a vicenda, senza aver l'una la pretesa
di imporsi all'altra e di considerarsi
superiore ed egemone. La fede cristiana,
con i suoi valori universali, ha la
capacità di aiutare gli uomini
a fare di nuovo una sintesi, che dia
vero sviluppo al cammino che essi stanno
affrontando.
Ma
sarà la loro saggezza e rettitudine
ad accorgersi della sua necessaria funzione
nella formazione di un nuovo umanesimo.
Il mondo ha bisogno di Dio e del suo
Figlio redentore. Bisogna che gli uomini
lo accolgano.
Ne
nascerà un mondo più umano
e pacifico. Gli uomini si sentiranno
più ricchi e motivati nei valori
umani fondamentali e sperimenteranno
con entusiasmo e con gioia che la loro
vocazione è quella di essere
veramente "cittadini del mondo".
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