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    Un libro al mese...
                   a cura di Giuseppe Milito

"DEMETRIO PIANELLI "

di Emilio De Marchi (1851-1901)

Considero il "Demetrio Pianelli" di Emilio De Marchi uno dei grandi capolavori della letteratura italiana, ma temo di far parte di una ristretta minoranza. Non mi risulta, infatti, che De Marchi abbia mai raggiunto la fama che avrebbe meritato. Pochi lo conoscono, per quei misteriosi motivi e quelle circostanze avverse che impediscono di emergere a molti talenti. Chi è convinto di saperla lunga sostiene che se uno è bravo prima o poi emerge. Ho paura che sia solo un luogo comune, perché la fortuna è una componente fondamentale del successo. Faccio un esempio aprendo una parentesi calcistica.
Gigi Riva, che era Gigi Riva, cioè uno strepitoso fuoriclasse, confessò in un'intervista di aver sempre ammirato un suo compagno di squadra ai tempi degli esordi. "Aveva una classe che gli invidiavo, ma è finito in serie C e nessuno si è più ricordato di lui".
Chiusa la parentesi, passiamo al bellissimo romanzo di Emilio De Marchi, ambientato nella Milano di fine `800, che si apre con le tristi vicende del fratello del protagonista, il signor Cesarino Pianelli, al quale piace vivere al di sopra dei propri mezzi e che, inevitabilmente, finisce travolto dai debiti. Messo con le spalle al muro, Cesarino Pianelli si uccide per evitare il carcere e il disonore, lasciando la sua famiglia in una situazione disperata. Una famiglia abituata a vivere senza pensieri, a soddisfare tutti i desideri e a credere che la vita sia sempre facile, si trova all'improvviso privata di tutto.
L'unica speranza di salvezza è riposta in Demetrio Pianelli, fratello del suicida, un oscuro impiegato e un uomo insignificante, ma che sa essere generoso. Evento assai raro in una società chiusa ai bisogni degli altri.

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