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I governi nazionali e la Commissione di Bruxelles, espressioni
dell'Europa unita, hanno gravemente
sottovalutato per anni il pericolo della
Mucca pazza. L'epidemia, che aveva colpito
i bovini in Gran Bretagna, è
stata per anni taciuta e cinicamente
nascosta con un'accurata opera di disinformazione.
Il rischio di un salto della barriera
della specie, dai bovini all'uomo, è
stato considerato pressoché inesistente.
Per avere certezze, comunque, sarebbero
occorsi esperimenti scientifici di massa.
Che di fatto sono stati puntualmente
condotti su cavie del tutto inconsapevoli:
50 milioni di cittadini inglesi. Ed
hanno accertato una novantina di casi
mortali. Ma, già dal 1988, il
governo inglese era consapevole del
pericolo per l'uomo del morbo della
Mucca pazza e della possibilità
di trasmissione attraverso il consumo
di farine animali.
E quindi le aveva proibite. Ma, si sa,
"business is business" (gli
affari sono affari). Di conseguenza
un alto funzionario del Ministero dell'Agricoltura
britannico raccomandava di tacere e
di continuare ad esportare le famigerate
farine animali. Infatti, se gli allevatori
avessero avuto sentore della cosa, ci
sarebbe stato un crollo delle esportazioni
e quindi un grave danno economico per
gli operatori inglesi del settore.
E cosi per 8 anni Londra ha tranquillamente
fornito ai bovini di tutto il mondo
ciò che vietava ai propri. Nel
contempo esportava più di tre
milioni di bovini vivi, potenzialmente
infetti, in 36 paesi del mondo, dall'Oman
a Taiwan. E quanto emerge da un'accurata
e minuziosa inchiesta del Wall Street
Journal.
E l'Europa ha tenuto bordone. Un funzionario
di Bruxelles, in seguito semplicemente
rimosso ed assegnato ad altro incarico,
scriveva nel gennaio 1990: "Bisogna
minimizzare questo affare BSE, praticando
la disinformazione. Chiederemo alla
Gran Bretagna di non pubblicare i risultati
delle ricerche. Bisogna tacere di BSE
e questo punto non deve comparire all'ordine
del giorno".
Solo nel 1996, dopo la morte di molti
esseri umani e l'abbattimento di 170.000
capi di bestiame, l'Europa si è
resa conto della gravità del
pericolo ed ha vietato la commercializzazione
del cervello e del midollo spinale dei
bovini.
Ed è di questi giorni la draconiana
decisione di sospendere l'uso della
carne in scatola e perfino della bistecca
con l'osso, im probabilissimo veicolo
del prione.
Ma tutti brancolano nel buio. E gli
scienziati più degli altri, spesso
più attenti a non scontentare
i poteri forti che a salvaguardare la
salute dei consumatori. Ormai siamo
abituati alla sistematica criminosa
leggerezza con la quale quelli che contano
giocano con la salute e la vita stessa
delle persone. Bisognerebbe istituire
per i responsabili, accanto a quello
di Ginevra che si occupa di perseguire
i criminali di guerra, un tribunale
analogo per i criminali di pace.
Ma è un'utopia: gli assetati
di giustizia non hanno mai l'opportunità
di dissetarsi.
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