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A Giusi
Te ne sei andata in silenzio
senza disturbare nessuno.
Non doveva accadere proprio a te
che amavi stare tanto in compagnia,
in mezzo alla gente
e parlare, parlare e parlare ancora.
Ricordi le nostre lunghe telefonate?
Non ti stancavi mai di raccontarmi,
di esprimere le tue sensazioni
artistiche e non su tutto e su tutti,
quando io magari avevo altre cose da
fare.
Ma a me non importava niente
perché mi piaceva ascoltarti
e lasciarti dire.
Ora tutto questo mi manca,
mi manca tanto.
Mi manchi quando spontaneamente mi
viene voglia di sentire la tua voce
e di
comunicarti le mie pene;
tu avevi sempre la parola giusta
per consolarmi e farmi tornare serena.
Mi manchi quando
andando al cimitero per visitare i miei
cari, rivedo
da lontano
il tetto e gli abeti della tua bella
casa
ormai vuota dove, forse,
anche i tuoi piccoli animali
se ne sono andati sconsolati.
Ti rivedo dappertutto
nei tuoi bellissimi quadri di cui la
mia
casa è piena,
nei tuoi piccoli pensieri che usavi
portarci
nelle occasioni speciali.
Rimarrai sempre con me, con i miei
cari
che ti volevano bene
e con tutte le persone che ti hanno
conosciuta.
Hai lasciato qualcosa di perenne in
mezzo a noi
che non morirà mai.
Dio ha voluto coglierti nel sonno
insapettatamente
senza farti soffrire,
dopo aver salutato gli amici e visitato
la casa del Signore.
Le Sue vie infatti
non sono le nostre vie
e tutto ciò rientra nei Suoi
meravigliosi
piani.
Ciao Giusi, arrivederci,
la nostra amicizia non finirà
qui.
Mattino d'inverno
Le stelle argentate
il giorno scolora,
ma un astro "bordò"
accende l'aurora.
Con pigri squittii
si destano i boschi,
svaniscono in me
gli umori più foschi.
Scompare furtiva
la fredda rugiada.
Vorrei con Giuliana
rifar quella strada.
G. I.
16febbraio2001
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