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BIOETICA: A FANO CATTOLICI E LAICI A CONFRONTO

 

Sabato 3 febbraio si è tenuto presso la Sala Verdi del Teatro della Fortuna di Fano un incontro, primo di una lunga serie, in materia di bioetica, al quale sono intervenuti Mons. Elio Sgreccia, ordinario di bioetica all'Università del Sacro Cuore di Roma e il laico prof. Paolo Bonetti, docente di filosofia morale all'Università di Cassino. Il corso di bioetica è promosso dal "Movimento per la vita" di Fano, in accordo con l'Associazione "La Famiglia" e l'adesione di altri Enti.
Nel corso del confronto è emerso come la posizione della Chiesa cattolica riguardo alle biotecnologie non è affatto così "nemica" del progresso come molti ancora si ostinano a credere.
Mons. Sgreccia ha innanzi tutto evidenziato la necessità di abbandonare l'illusione illuministica, secondo cui il progresso da solo è capace di assicurare il maggior benessere per l'umanità senza alcun effetto collaterale. Occorrerà invece che le scienze sperimentali siano guidate da quelle umane (filosofiche, etiche, religiose, antropologiche).
A suo tempo gli stessi fondatori laici della bioetica hanno avvertito delle catastrofi derivanti da un uso distorto delle scoperte scientifiche sull'atomo e sul genoma umano. Accanto ad una bomba atomica, capace di distruggere l'umanità, esiste il rischio di una bomba biologica nell'eventualità si scopra un microrganismo capace di distruggere ogni forma vivente. Si avverte di conseguenza la necessità di un biodiritto al fine di impedire pratiche dannose per la vita umana. Mons. Sgreccia ha in proposito denunziato l'impreparazione di molti parlamentari su tali impegnative questioni.
Riguardo all'utilizzo corretto delle biotecnologie, si sta studiando come utilizzare cellule per medicare altre cellule, al fine di combattere malattie. Seppur non si sia ancora verificata alcuna guarigione tramite terapie genetiche, occorrerà proseguire nella ricerca.
Mons. Sgreccia ha poi evidenziato come uno dei problemi della mentalità odierna è la pretesa di andare contro-natura separando sessualità e procreazione.
Tra le nefaste espressioni di tale modo di manipolare la realtà, troviamo la clonazione degli embrioni umani, che non sono altro che nuove vite umane, generate in laboratorio al fine di prelevarne cellule staminali da cui ricavare organi per i trapianti, nonostante cellule staminali siano presenti anche nel cordone ombelicale: non è quindi necessario creare nuovi esseri umani destinati ad essere uccisi una volta utilizzati.
Riguardo alla questione della transgenicità, Mons. Sgreccia ha fatto presente che, essendo attualmente la materia in fase di studio, non esiste alcuna certezza, per cui non vi possono essere prese di posizione da parte del Magistero ecclesiastico.
Di conseguenza, si accetta la sperimentazione dell'unione di parti del genoma umano con parti del genoma di animali al fine di ottenere organi per i trapianti, seppur con le dovute cautele, in quanto vi è il forte rischio di contrarre malattie dagli animali; l'AIDS, il cui virus è stato contratto dalle scimmie, rappresenta già un serio avvertimento.
Sulla transegenicità in campo agro-alimentare la Chiesa non ha preclusioni di principio, ma con la condizione che i prodotti ottenuti non siano dannosi per la salute dell'uomo.
Ad ogni modo, ha sottolineato Mons. Sgreccia, sarà indispensabile evitare ogni forma di mercificazione a scopo di profitto, irrispettosa della dignità umana. Un'altra denunzia riguarda i Paesi più ricchi e progrediti che, servendosi delle Organizzazioni non governative sovranazionali, impongono ai Paesi in via di sviluppo limiti alla procreazione, andando contro la dignità della persona umana e della famiglia; su questa linea, i contraccettivi rappresentano oggi la principale fonte di reddito per le multinazionali farmaceutiche.
Nella stessa conferenza è intervenuto anche il prof. Paolo Bonetti il quale, in un clima di reciproco rispetto, ha esposto il proprio punto di vista laicista che, inconciliabilmente con la visione cattolica, nega l'esistenza di una morale naturale e razionale immutabile nel tempo. Il laicismo, privo di una propria morale, costituisce un metodo per stabilire norme di convivenza in una società caratterizzata da differenti visioni della realtà. Le norme saranno di conseguenza approvate a maggioranza, senza la pretesa di infallibilità, e con la possibilità di cambiarle in futuro. Esse dovranno consentire l'obiezione di coscienza a chi è contrario ad esse (vedi il diritto del farmacista di rifiutare la vendita della pillola abortiva).
Lo stesso prof. Bonetti ha evidenziato - correttamente da un punto di vista storico - come tali differenziazioni nella visione della realtà siano scaturite, in Occidente, dalla deriva soggettivistica dell'unica base cristiana, iniziata con la "riforma" protestante che ha attuato, con l'introduzione del "libero esame" delle Scritture, il rifiuto del ruolo della Chiesa romana come garante dell'interpretazione autentica.
In tale situazione, in cui è molto difficile trovare punti di convergenza, ha dichiarato ancora Mons. Elio Sgreccia, il Magistero della Chiesa cattolica è da considerarsi come un "pezzo di pane" che viene dato all'individuo per sopravvivere: in effetti, la morale cattolica, oltre che verità di fede, è anche legge naturale e razionale per la piena realizzazione della persona umana.
Dinanzi all'approvazione di leggi contrarie al Magistero, l'atteggiamento dei cattolici non dovrà quindi consistere nello scagliarsi contro il "palazzo"; occorrerà invece operare con il dialogo, la persuasione e la ragione, al fine di promuovere la revisione di tali leggi per un progressivo raggiungimento del massimo etico senza accontentarsi del minimo.
Ha suscitato applausi la dichiarazione del laicissimo prof. Bonetti di riconoscere il cristianesimo come la religione più rispettosa della dignità dell'uomo. E non può essere altrimenti, viste le affermazioni di Giovanni Paolo II: "le vie della Chiesa passano attraverso l'Uomo" e "non vi è libertà se non vi è rispetto della vita".
Da notare infine come questa conferenza, a cui ne seguiranno altre, si è tenuta in occasione della "Giornata per la Vita", che la Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito, con cadenza annuale, dopo la legalizzazione dell'aborto nel 1978.

 

Marco Cingolani

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