|
Dalla vicenda mucca pazza usciamo tutti male. Ad essere sotto
accusa non sono solo i governi nazionali
ed il governo europeo, che pure hanno
palesi responsabilità, ma anche
il mondo industrializzato moderno, che
ha quale unico metro di giudizio il
profitto. Certe bestialità -
come quella di far mangiare la carne
agli erbivori o quella di incrociare
con la genetica pesci e melanzane -
nel Terzo mondo, che noi intenderemmo
colonizzare, (pensiamoci bene per carità!),
non se le sognano neppure. Nella parte
"evoluta" del pianeta, dominata
dal denaro, sembra essersi perso il
lume della ragione. Così ad esempio
sui mezzi di comunicazione si sono per
due giorni miscelate come in un insulso
minestrone le seguenti notizie, senza
che nessuno si soffermasse a ragionare
su quanto esse fossero indice di una
società malata.
La prima notizia è questa: a
causa della BSE presente in alcuni bovini
i consumatori non acquistano più
la carne ed il prezzo cala. L'Unione
Europea corre quindi ai ripari sterminando
e bruciando migliaia di capi (non quelli
malati, si badi bene, ma quelli sani).
Una operazione necessaria per sostenere
il prezzo e salvare il profitto degli
allevatori e dei commercianti.
La seconda notizia, data all'interno
dello stesso notiziario dopo pochissimi
minuti, è quest'altra: da un
rapporto dell'ONU emerge che nel mondo
due persone su tre soffrono la fame
e vivono con un reddito che è
inferiore a un dollaro, ovvero 2.000
lire, al giorno. Lo stesso rapporto
evidenzia come la metà della
popolazione mondiale sia senza luce
e telefono, commentando come questi
uomini siano impossibiliti ad usare
le nuove tecnologie (quasi che una famiglia
in queste condizioni, magari analfabeta
abbia, come necessità primaria,
quella di collegarsi a Internet!).
Insomma: mentre noi bruciamo le mucche
sane con le quali potremmo sfamare migliaia
di persone, a tre o quattro ore di aereo
da qui ci sono altri esseri umani (due
su tre) che soffrono la fame. E noi
cosa facciamo? Ci meravigliamo perché
questi poveretti non possono, come noi,
giocare con il nuovo gingillo ipertecnologico
capace di portare ricchezza e fortuna.
Certo, noi alla fame nel mondo ci pensiamo
solo durante le feste di Natale! Ormai
è già febbraio e probabilmente
questo tema lo abbiamo riposto in soffitta
assieme all'albero e agli addobbi, dopo
aver versato 10.000 lire a qualche associazione
benefica.
Possibile che l'uomo non riesca a fermarsi
un attimo per riflettere? O forse un
ignoto morbo della follia collettiva
ci si è introdotto nel cranio.
Vista così c'è da avere
più paura del cervello umano
che di quello bovino si pure invaso
dai temibili prioni.
|