Torna all'indice! Pagina 12        

E se fosse colpa di un Carnevale che dura 365 giorni l'anno?

 

Bellissimo il Carnevale pergolese, con le sfilate dei carri e l'allegria che ci inonda il cuore facendoci passare per un pomeriggio lo stress e la tensione degli avvenimenti quotidiani.
E sia ben chiaro, questa, non è solo un'occasione per far baldoria e tirarci la schiuma tra amici, ma può essere anche l'opportunità per fermarci un momento a riflettere su quello che è il nostro carnevale quotidiano.
Certo, non voglio sicuramente ribattere sul tema della mucca pazza, o lanciare la pietra contro persone che ci stanno intorno ed hanno fatto una scelta di vita diversa dalla nostra, ma soffermarmi sul fatto che non possiamo vivere senza crearci intorno un clima di finzione e di "maschere". Non è una similitudine questa, ma la constatazione della realtà; non sto parlando di punk o di clown da circo, bensì di una realtà molto più vicina, dei nostri atteggiamenti, del voler nascondere il nostro essere "se stessi" dietro a comportamenti che sminuiscono il valore di ognuno di noi.
Sarà colpa dell globalizzazione? Forse, ma dobbiamo comunque saperci districare e far emergere chi siamo veramente anche in un contesto tanto subdolo.
Si potrà dire: "Sei giovane anche tu, non avresti niente da dire, sei "cugina" di una realtà che volete crearvi pur di non far trasparire quella lacrima di dolore che vi opprime!". Forse, ma non siamo anche figli di una generazione che fa di tutto pur di creare falsi modelli di bellezza e valore?
Allora come possiamo smascherare la paura e "struccare" il coraggio?
Semplice, troviamo la forza di reagire, sfoderiamo la nostra fragilità, anche quella a volte è più utile dell'arroganza; dimostriamoci aperti al dialogo con chi ci sta attorno, costruiamoci un proprio modello, un ideale che sia nostro.
Ed infine, ma soprattutto preghiamo per chi, come Erika e Mauro, non riesce a sormontare questo muro senza incappare in errori irrimediabili.

Martina Mori

Pagina PRECEDENTE

Pagina SUCCESSIVA