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Lettera aperta al Sindaco di Pergola
Egregio Signor Sindaco di Pergola,
da qualche anno mantengo il desiderio
di manifestarLe il mio dissenso per
alcuni aspetti poco edificanti, che
colpiscono nell'arrivare a Pergola.
Non sono un Pergolese, tuttavia una
parte di me e della mia vita mi lega
a questo luogo, tanto da ritornarci
più volte l'anno. Assecondo con
piacere il costante, spesso pressante
desiderio della mia bambina, che come
me subisce il fascino di questa terra,
ricordandomi che è forse il momento
di staccare dai ritmi inarrestabili
della mia vita professionale.
Da quando la Sua persona ha ricoperto
la carica di Sindaco, fiducioso dei
primi cambiamenti grazie ai quali la
Città è apparsa più
curata ed ospitale, tornando a Pergola
mi sono chiesto più volte se
Lei abbia mai avuto, durante una delle
Sue probabili passeggiate ai giardini
pubblici, lo stimolo di bisogni primari
ai quali ogni mortale non può
sottrarsi.
Non so come lei faccia in quei frangenti,
ma Le garantisco che nell'avvicinasi
ai servizi pubblici del giardino, lo
spettacolo è a dir poco aberrante.
Non conosco lo stato dei bilanci comunali,
perciò non mi riferisco soltanto
al rinnovamento della struttura, anch'esso
necessario, ma al mantenimento dell'igiene
al suo interno.
Ogni volta, a seguito del vissuto disagio,
riaffiora in me il desiderio di scriverLe
per chiederLe di intervenire. Poi, data
l'evidenza e certo che nella mia situazione
si siano trovati anche i suoi concittadini
elettori, confido nella possibilità
che si tratti solo di una svista che
ritroverò corretta. Gli anni
invece passano e nulla accade. Sono
arrivato a supporre, anzi sono certo,
che siate riusciti a "educare"
i pergolesi a fare i propri bisogni
prima di uscire di casa per andare al
giardino. Anche se questo fosse, ciò
non mi sembra edificante per Lei e per
i suoi collaboratori. Sarebbe una chiave
di lettura sociale che avvicinerebbe
molto la Pergola di oggi all'Africa.
Altro scandalo al sole è il permissivismo
nei confronti di chi parcheggia sul
marciapiede di fronte alla cattedrale.
Ho visto Lei Signor Sindaco, Assessori
pergolesi di mia conoscenza e Vigili
Urbani (
!!!
) attraversare
dall'altro lato della strada per l'impossibilità
di proseguire il proprio cammino su
quel marciapiede invaso di auto che
occupavano l'intera sede pedonale...TUTTI,
passando incuranti sotto i cartelli
indicatori del divieto di sosta. Vogliamo
toglierli questi cartelli? Magari sostituendoli
con chiare concessioni all'inciviltà?
Discutete con buona volontà di
sviluppo turistico "post-bronzi",
di come far scendere i turisti a piedi
passeggiando dal museo al centro storico.
Vi siete chiesti come possano fare?
Già oggi a parer mio, una buona
parte se ne torna indietro all'inizio
del centro,viste le attenzioni con le
quali li si accoglie. Le racconto ora
una storia vissuta.
Di recente ho convinto un amico, noto
avvocato padovano, a visitare queste
zone la prima settimana di quest'anno
con la famiglia, fornendogli indicazioni
e numeri di telefono. Al rientro è
stato molto soddisfatto, i ringraziamenti
non si sono risparmiati.
Alla mia richiesta ansiosa di commenti
su Pergola mi ha riferito che purtroppo
non avendo trovato un parcheggio per
l'auto, nemmeno nel "disordine
della situazione" (parole sue),
ha preferito proseguire. Si è
fermato altrove. Poi, memore delle mie
raccomandazioni e deciso a ritornare,
ha provato per due giorni a telefonare
ai due agriturismo che gli avevo raccomandato,
senza ottenere alcuna risposta. Pertanto
aveva visitato altre località
marchigiane nei confronti delle quali
non ha lesinato apprezzamenti. Comunque
la zona gli era piaciuta
Non può immaginare la mia delusione
e frustrazione
Tornerò ancora a Pergola per
un breve periodo durante la prossima
estate, Signor Sindaco, e le scrivo
in anticipo affinché Lei possa
riflettere su quanto vive chi si avvicina
alla Città. Se lo riterrà
opportuno ci sarà anche il tempo
di agire per correggere questi vergognosi
aspetti del decoro e dell'accoglienza.
Con fiduciosa stima.
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