Il collezionismo è la tendenza a cercare, raccogliere,
ordinare e catalogare determinati
oggetti, non importa quali, purché
destino l'interesse di chi li
raccoglie.
Ai collezionisti del passato, per
le cose che essi hanno conservato
e sottratto alla distruzione, va il
riconoscimento della civiltà
di oggi. In Italia,
nel Rinascimento, principi e cardinali
non si limitavano a conservare le
opere d'arte più famose del
loro tempo,ma facevano scavare nel
sottosuolo di certi luoghi famosi
alla ricerca di statue di marmo o
di bronzo, intatte o a pezzi. Sono
nati così i più famosi
musei in Italia, soprattutto a Roma
e a Firenze, che in Francia, dove
monarchi come Francesco I, sensibili
all'arte, acquistavano dai loro contemporanei,
artisti e collezionisti, opere d'arte.
Per i collezionisti di oggi i tempi
sono cambiati: non è possibile
ad un privato collezionare quadri,
mobili e oggetti di valore in gran
numero come facevano in passato principi
e cardinali. Ci si accontenta di qualche
pezzo di antiquariato per arredare
la casa e si sfoga la passione per
il collezionismo su oggetti accessibili
sia per la propria borsa sia per l'ambiente
in cui si vive.
Per il collezionista non c'è
niente che sia brutto o vecchio
poiché tutto gli parla di un'epoca,
di un costume di vita o di un ambiente:
insomma tutto fa storia.
Ma raccogliere non basta, poiché
il vero collezionista sa che il suo
lavoro non è accumulare oggetti,
ma servirsi degli stessi per conoscere,
ossia per fare cultura,
senza tralasciare il gusto del bello
come lo stravagante, l'oggetto raro
e quello eccentrico. Il vero
collezionista non si lascia strumentalizzare
dalla voglia insensata di possedere
qualunque cosa, né raccoglie
per sete di guadagno e tanto meno
conserva senza una vera ragione:egli
vuole conoscere, seguendo un filo
conduttore, l'evoluzione nel tempo
e nei luoghi degli oggetti che intende
collezionare.
Se, ad esempio, gli piace raccogliere
monete o modellini d'auto, orologi
o soldatini, bam bole o trottole,
o qualunque altra cosa, non si fermerà
agli oggetti di base ma gli piacerà
anche avere tutto ciò che li
riguarda: libri, riviste e ritagli
di giornale che ne parlano, cataloghi
di mostre che li espongono, elenchi
di persone che se ne interessano.
Il collezionista
non si ferma mai.
Come diventare filatelici
cioè collezionisti di francobolli
Per prima cosa occorre:
a) scegliere il
filo conduttore della collezione.
Con i francobolli si può raccontare
di tutto
. la storia d'Italia,
la commemorazione di uomini (e donne)
di scienza o di cultura o di stato,
conoscere bellezze naturali, fiori,
animali, opere d'arte, mezzi di trasporto,
monete di tanti paesi
b) imparare a
conoscere ed usare i " ferri
del mestiere" cioè:
pinzetta, lente di ingrandimento,
odontometro, filigranoscopio, classificatore,
catalogo, lampada di Vood.
c) saper staccare
i francobolli:
cosa non fare:
non staccare i francobolli dalla
busta o dalla cartolina senza averli
prima immersi in acqua tiepida per
qualche minuto; non toccare i francobolli
con le mani, usando le pinzette si
evita che l'umidità della pelle
si trasmetta al francobollo favorendo
la formazione di muffe non metterli
ad asciugare vicino a fonti di calore
non conservarli in luoghi umidi o
vicino a fonti di calore.
cosa fare : ritagliare con
le forbici il francobollo senza intaccarne
la dentellatura; metterlo a bagno
in una scodella con acqua tiepida
(contenente ¾ gocce di varechina
per facilitare la conservazione dei
colori), per sciogliere la colla;
per asciugare i francobollo metterlo
fra due fogli di carta assorbente
e comprimerlo con dei pesi (vanno
benissimo dei libri ) sistemare il
francobollo nel classificatore, in
attesa di collocarlo al posto giusto
nell'album