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IL VUOTO DELLA MENTE

 

In questa nostra Italia, già terra di santi e di navigatori, di artisti e di mercanti, non nascono più le piccole vedette lombarde o gli scrivani fiorentini, i tamburini sardi od i patrioti padovani di deamicisiana memoria.
Nascono invece adolescenti bacati che, non potendo al momento fare la festa al padre, si "accontentano" di massacrare con novantasette coltellate la madre ed il fratellino.
Certo, oggi le storie narrate nel Cuore di De Amicis farebbero ridere.
Non fa invece tanto ridere quanto è accaduto a Novi Ligure, dove si è appunto consumato l'efferato fatto di sangue.
Sociologi, psicologi, pedagoghi e quant'altri ci spiegano che 1'assassino è stato il vuoto della mente: vuoto di valori, vuoto di ideali, vuoto di sentimenti. E Lor Signori, come Bruto, sono uomini d'onore. Quello che dicono bisogna dunque crederlo.
Ma qualche dubbio ci rimane. Per esempio, per quelli della mia generazione, nati durante la guerra, il vuoto della mente era una benefica pausa rilassante dai pensieri di una dura sopravvivenza. In quei momenti magari osservavamo la scia di una lumaca su un muretto, o la chiazza nera del merlo che spiccava nel verde del prato.
Oppure guardavamo cadere la neve e poi sciogliersi al caldo vento di scirocco. E la mente era svuotata di ogni preoccupazione, di ogni vanità.
In quei momenti eravamo soli ma non isolati, perché sentivamo di appartenere alla terra e quindi al consorzio umano.
E quei momenti d'ozio, che non è sempre il padre dei vizi, erano benefici per quelli della mia generazione.
Erano piuttosto le persone che non "staccavano" mai che potevano rivelarsi pericolose. Perché, è bene ribadirlo, non eravamo più buoni né più cattivi dei ragazzi di oggi. Non più amorosi né più ribelli verso il padre e la madre. Eravamo identici: pieni di dolcezza e di rabbia, di sensibilità e d'egoismo.
Però avevamo il grande vantaggio di essere ancora esentati da questa leva di massa che richiama tutti alla corsa al successo.
Così anche i giovanissimi sono forzati al loro dovere di bravi studenti, di bravi calciatori, di bravi internauti, di bravi figli, di bravi tutto.
Noi genitori ci affanniamo a fornire loro tutti i conforti possibili: materiali, culturali, psicologici.
Ma non siamo in grado di fornire loro l'indispensabile: la forza del vuoto, il privilegio della solitudine, la ricchezza della contemplazione, il lusso impagabile di una sana distrazione. Così, fra il pieno della mente, si annidano forse pensieri che generano mostri.

Enzo Bartolucci

 

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