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SCHEDA BIBLICA
di Don Ugo Ughi

SALDI NELLA PAROLA

La Quaresima è il tempo privilegiato per l'incontro con la Parola di Dio, che ci raggiunge in maniera tutta speciale attraverso le Sacre Scritture.
L'importanza, anzi la necessità di incontrare il testo biblico e di familiarizzare con esso, è posta in chiara evidenza nella II lettera di San Paolo a Timoteo, capitolo 3°, versetti 14-16.
San Paolo nei vv. 2-5 dello stesso terzo capitolo annunzia l'avvento di "momenti difficili", caratterizzati dalla presenza di uomini "egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall'orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore". Una descrizione sconvolgente, eppure veritiera. Come non lasciarsi travolgere da questo torrente impetuoso di iniquità?
L'apostolo Paolo, rivolgendosi a Timoteo, gli ricorda innanzitutto la sua fedeltà: "Tu mi hai seguito da vicino nell'insegnamento, nella condotta, nei propositi, nella fede, nella magnanimità, nell'amore del prossimo, nella pazienza, nelle persecuzioni, nelle sofferenze" (vv. 10-11). Un quadro profondamente diverso: in Timoteo il bene risplende, come in tutti gli uomini che si dedicano con generosità al servizio di Dio. Tuttavia non è sufficiente considerare il già compiuto: bisogna restare "saldi" nelle proprie convinzioni, se queste sono buone. "Tu rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l'hai appreso" (v. 14). Precedentemente San Paolo ha ricordato con ammirazione e con gratitudine l'ottima educazione ricevuta da Timoteo in famiglia. Si sono distinte nella sua formazione religiosa la mamma e la nonna: ora si tratta di non disperdere il tesoro ricevuto di fronte a difficoltà e tentazioni; anzi bisogna accrescerlo, innanzitutto per mezzo delle Sante Scritture che Timoteo ha appreso fin dall'infanzia. E' un bell'esempio, stimolante, per tanti genitori ed educatori che si dicono cristiani!
"Queste (cioè le Sacre Scritture) possono istruirti per la salvezza che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù" (v. 15).
Attraverso la Bibbia, dunque, si incontra Gesù, il Salvatore, e, leggendola, ascoltandola, meditandola, nutrendosene, cresce e diviene sempre più forte la fede che conduce alla salvezza.
Il confronto con queste affermazioni di San Paolo fa comprendere facilmente il perché di fondo della "inconsistenza" e "insignificanza" di una presunta vita cristiana, non adegua tamente illuminata e sostenuta.
Nel v. 16 l'apostolo spiega la ragione di una efficacia così grande della Bibbia: "Tutta la Scrittura è infatti ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare nella giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona".
Dio stesso, dunque, è l'autore della Sacra Scrittura: egli si è servito "di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità, affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo, scrivessero, come veri autori, tutte e soltanto quelle cose che egli voleva fossero scritte" (così si esprime l'insegnamento del Concilio Vaticano II).
Non ci si accosta, pertanto, alla Bibbia come ad un testo qualsiasi, ma con l'umiltà, la fiducia, la gioia di chi sa di poter gradualmente scoprire il mistero insondabile di Dio, senza poterlo mai esaurire, e questo avviene per mezzo della conoscenza amorosa del Signore Gesù. E in questa luce di fede si precisano poco per volta i contorni della identità dell'uomo e il valore e il significato della vita, della storia, del mondo.
Nelle Sacre Scritture sono tracciate le linee essenziali che identificano l'uomo secondo il pensiero di Dio; e, mentre si legge e si ascolta a cuore aperto Dio che parla, la potenza dello Spirito modella la creatura umana a immagine di Gesù, il Figlio amatissimo di Dio e il Fratello universale.
Accostiamoci, dunque, con fede e apertura di cuore al testo biblico sia personalmente sia comunitariamente. Soprattutto facciamo tesoro della proclamazione della Parola di Dio nella santa Liturgia. Dice l'introduzione al lezionario:
"Sempre nella sua parola è presente il Cristo, che, attuando il suo mistero di salvezza, santifica gli uomini e rende al Padre un culto perfetto. Anzi, l'economia e il dono della salvezza, che la Parola di Dio continuamente richiama e comunica, proprio nell'azione liturgica raggiunge la pienezza del suo significato; così la celebrazione liturgica diventa una continua, piena ed efficace proclamazione della Parola di Dio.
Pertanto la Parola di Dio, costantemente annunziata nella liturgia, è sempre viva ed efficace per la potenza dello Spirito Santo, e manifesta quell'amore operante del Padre che giammai cessa di operare verso tutti gli uomini".

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