|
SALDI NELLA PAROLA
La Quaresima è
il tempo privilegiato per l'incontro
con la Parola di Dio, che ci raggiunge
in maniera tutta speciale attraverso
le Sacre Scritture.
L'importanza, anzi la necessità
di incontrare il testo biblico e di
familiarizzare con esso, è posta
in chiara evidenza nella II lettera
di San Paolo a Timoteo, capitolo 3°,
versetti 14-16.
San Paolo nei vv. 2-5 dello stesso terzo
capitolo annunzia l'avvento di "momenti
difficili", caratterizzati dalla
presenza di uomini "egoisti, amanti
del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori,
ribelli ai genitori, ingrati, senza
religione, senza amore, sleali, maldicenti,
intemperanti, intrattabili, nemici del
bene, traditori, sfrontati, accecati
dall'orgoglio, attaccati ai piaceri
più che a Dio, con la parvenza
della pietà, mentre ne hanno
rinnegata la forza interiore".
Una descrizione sconvolgente, eppure
veritiera. Come non lasciarsi travolgere
da questo torrente impetuoso di iniquità?
L'apostolo Paolo, rivolgendosi a Timoteo,
gli ricorda innanzitutto la sua fedeltà:
"Tu mi hai seguito da vicino nell'insegnamento,
nella condotta, nei propositi, nella
fede, nella magnanimità, nell'amore
del prossimo, nella pazienza, nelle
persecuzioni, nelle sofferenze"
(vv. 10-11). Un quadro profondamente
diverso: in Timoteo il bene risplende,
come in tutti gli uomini che si dedicano
con generosità al servizio di
Dio. Tuttavia non è sufficiente
considerare il già compiuto:
bisogna restare "saldi" nelle
proprie convinzioni, se queste sono
buone. "Tu rimani saldo in quello
che hai imparato e di cui sei convinto,
sapendo da chi l'hai appreso" (v.
14). Precedentemente San Paolo ha ricordato
con ammirazione e con gratitudine l'ottima
educazione ricevuta da Timoteo in famiglia.
Si sono distinte nella sua formazione
religiosa la mamma e la nonna: ora si
tratta di non disperdere il tesoro ricevuto
di fronte a difficoltà e tentazioni;
anzi bisogna accrescerlo, innanzitutto
per mezzo delle Sante Scritture che
Timoteo ha appreso fin dall'infanzia.
E' un bell'esempio, stimolante, per
tanti genitori ed educatori che si dicono
cristiani!
"Queste (cioè le Sacre Scritture)
possono istruirti per la salvezza che
si ottiene per mezzo della fede in Cristo
Gesù" (v. 15).
Attraverso la Bibbia, dunque, si incontra
Gesù, il Salvatore, e, leggendola,
ascoltandola, meditandola, nutrendosene,
cresce e diviene sempre più forte
la fede che conduce alla salvezza.
Il confronto con queste affermazioni
di San Paolo fa comprendere facilmente
il perché di fondo della "inconsistenza"
e "insignificanza" di una
presunta vita cristiana, non adegua
tamente illuminata e sostenuta.
Nel v. 16 l'apostolo spiega la ragione
di una efficacia così grande
della Bibbia: "Tutta la Scrittura
è infatti ispirata da Dio e utile
per insegnare, convincere, correggere
e formare nella giustizia, perché
l'uomo di Dio sia completo e ben preparato
per ogni opera buona".
Dio stesso, dunque, è l'autore
della Sacra Scrittura: egli si è
servito "di uomini nel possesso
delle loro facoltà e capacità,
affinché, agendo egli in essi
e per loro mezzo, scrivessero, come
veri autori, tutte e soltanto quelle
cose che egli voleva fossero scritte"
(così si esprime l'insegnamento
del Concilio Vaticano II).
Non ci si accosta, pertanto, alla Bibbia
come ad un testo qualsiasi, ma con l'umiltà,
la fiducia, la gioia di chi sa di poter
gradualmente scoprire il mistero insondabile
di Dio, senza poterlo mai esaurire,
e questo avviene per mezzo della conoscenza
amorosa del Signore Gesù. E in
questa luce di fede si precisano poco
per volta i contorni della identità
dell'uomo e il valore e il significato
della vita, della storia, del mondo.
Nelle Sacre Scritture sono tracciate
le linee essenziali che identificano
l'uomo secondo il pensiero di Dio; e,
mentre si legge e si ascolta a cuore
aperto Dio che parla, la potenza dello
Spirito modella la creatura umana a
immagine di Gesù, il Figlio amatissimo
di Dio e il Fratello universale.
Accostiamoci, dunque, con fede e apertura
di cuore al testo biblico sia personalmente
sia comunitariamente. Soprattutto facciamo
tesoro della proclamazione della Parola
di Dio nella santa Liturgia. Dice l'introduzione
al lezionario:
"Sempre nella sua parola è
presente il Cristo, che, attuando il
suo mistero di salvezza, santifica gli
uomini e rende al Padre un culto perfetto.
Anzi, l'economia e il dono della salvezza,
che la Parola di Dio continuamente richiama
e comunica, proprio nell'azione liturgica
raggiunge la pienezza del suo significato;
così la celebrazione liturgica
diventa una continua, piena ed efficace
proclamazione della Parola di Dio.
Pertanto la Parola di Dio, costantemente
annunziata nella liturgia, è
sempre viva ed efficace per la potenza
dello Spirito Santo, e manifesta quell'amore
operante del Padre che giammai cessa
di operare verso tutti gli uomini".
|