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Entroterra e terza età che fare?

 

Sollecitato da qualche amico scrivo queste brevi osservazioni senza pretese, ma con la speranza che possano essere spunto per un eventuale dibattito.
Il nostro comprensorio vive una situazione demografica a dir poco allarmante (ma quanto?). La percentuale degli ultrasessantacinquenni sfiora da noi omai il 30%. La media nazionale è attorno al 19% e solo nel 2040 sarà nelle nostre condizioni odierne.
Cosa facciamo? Ci strappiamo le vesti o piuttosto cominciamo a ragionarci sopra in maniera intelligente?
La nostra emergenza è esperienza, è un percorso che affrontiamo ora per primi e che possiamo trasformare in risorsa, in laboratorio di ricerca di soluzioni, oserei dire in "primavera del terzo millennio per quanto riguarda la terza età". In questo la lettura del genoma umano ci sarà di grande aiuto. Siamo terreno proficuo per poter approfondire ricerche nel campo della Geriatria (cura dell'anziano), della Gerontologia (studio della vecchiaia) e soprattutto per della Geragogia (arte del saper invecchiare): i nostri istituti per anziani, il nostro ospedale (arricchito ora con la Riabilitazione), l'idea di un Hospice (che raccoglierà pazienti terminali non gestibili a domicilio), il progetto di un istituto per disabili, l'a.d.i., l'a.d.p. "l'Associazione di Solidarietà Pergolese verso i Colpiti da Cancro", l'a.v.u.l.s., l'a.u.s.e.r., il volontariato della Croce Rossa ecc., non vanno forse nella direzione giusta?
Occorre fare di più: dobbiamo saper proporre. L'anziano non deve essere solo oggetto di intervento, ma, principalmente, soggetto attivo, parte integrante di questa società che corre, inesorabilmente, verso la vecchiaia dei suoi componenti, a cui, pertanto, bisogna saper insegnare a vivere la terza età.
Sono maturi i tempi per legiferare una scuola superiore per Consulente Geriatrico (diversificata nei rami sociale e sanitario): se esistono scuole alberghiere o altro, perché non si può realizzare una scuola in grado di preparare personale capace di affrontare i problemi che riguardano un terzo della popolazione?
I centri di aggregazione per anziani devono essere favoriti e possibilmente lasciati alla loro gestione diretta. L'università della terza età, iniziative per un cineforum, una sala danzante per chi voglia ballare, corsi di ginnastica, un premio letterario rivolto egli anziani, possono essere obiettivi di rapida attuazione. Centri di benessere tipo Beauty House, una attività termale a Bellisio (sì, in un bellissimo contesto paesaggistico, con l'acqua sulfurea, un lago senza pretese di bacino o profondità, ma arricchito da cigni e papere d'acqua con una pista ciclabile attorno, non è utopia ma ipotesi progettuale su cui lavorare e credere con persone lungimiranti).
Creare un'imprenditoria che indirizzi i suoi interessi verso il superamento delle barriere architettoniche, verso la creazione di officine biotecnologiche, e laboratori di ricerca chimico-farmaceutici mirati alla cosmesi geriatrica.
Pergola potrebbe essere sede, tramite un sito internet, di una Associazione per la terza età, da cui far partire un giornalino che affronti i problemi sociali, sanitari, previdenziali, in stretto collegamento con gli organi competenti. La nostra realtà, pertanto, deve trasformarsi in un torrente in piena del riscatto dell'anziano e centro propulsore di un rinnovato entusiasmo verso coloro che un tempo erano i saggi e che oggi sono considerati solo come degli emarginati improduttivi. Mi soffermo per ultimo, sulla gestione del paziente anziano a domicilio, specie se demente.
La rete protettiva socio-assistenziale deve essere rapida, organizzata, e non a compartimenti stagni, lasciando spesso il famigliare nella drammatica ricerca di qualcuno che l'aiuti (magari un extracomunitario non in regola). Ecco, tra l'altro, perché occorre una scuola, che sia anche scuola di pensiero, di indirizzo, di coordinamento, di tutto ciò che può rendere più accettabile l'invecchiare. Bisogna dar "vita agli anni più che anni alla vita", come efficacemente il noto gerontologo prof. Antonimi ha saputo trasmettere con il suo insegnamento.

Edoardo Ceccarini

 

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