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Cellulari: voglio scendere

 

Non voglio più comunicare con nessuno. Lasciatemi in pace.
Smetterò di telefonare, farò staccare la linea telefonica, butterò il cellulare. Non ho più intenzione di occupare una parte sempre più consistente dei miei pensieri alle offerte delle compagnie telefoniche, ai numeri per contattarle, alle password di accesso ad Internet, alle mille promesse quotidiane di regali e allacci vari.
Mi staccherò da tutti. Addio.
Lasciate che il 1088, il 155, il 1022, il 159, e così il 12, il 187, il 118, il 115 e tutti gli altri tornino ad essere per me nient'altro che numeri, come lo erano una volta.
Liberatemi dagli squilli di ogni tipo e in ogni luogo. Lasciatemi libero e irreperibile.
Potrò così tornare a sentire lo scrosciare dell'acqua nei torrenti, potrò fermarmi in silenzio a guardare il brulicare delle formiche, potrò aspettare qualcuno in santa pace, riflettendo sul nostro appuntamento, senza sentire il bisogno di impugnare il maledetto telefonino per far squillare il suo.
Potrò alzare gli occhi al cielo.
Perché anche questa è libertà.
Me l'avete presa e non costava nulla. Ora mi fate pagare i minuti, i secondi, gli scatti alla risposta.
Mi avete convinto e ora sono nelle vostre mani.
Mi avete messo addosso uno strumento infernale.
Tra dieci anni, quando ne avrete da piazzare un altro, mi svelerete che questo mi friggeva il cervello e che forse morirò di cancro.
State lì, lungo il fiume ad aspettare che io ripassi. Avete già pronto il Wap, il Gprs, l'Umts. No, voglio scendere, andate avanti voi.
Addio.
Mi sono accorto di aver superato il limite il giorno della nascita di mio figlio. Quando l'ufficiale d'anagrafe mi ha chiesto quale nome volessi dare al bambino gli ho risposto senza esitazione: " Nokia" e lui di rimando: "Come? E' impazzito?". Lì per lì pensavo scherzasse ma poi guardandolo in volto ho capito che era quanto mai serio. Allora sono rientrato in casa mi sono guardato allo specchio. Solo allora ho capito che era arrivato il momento di fermarsi.
Buon viaggio ragazzi. Io scendo qui.

p.f.

 

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