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                   a cura di Giuseppe Milito

"I NOSTRI ANTENATI"

di Italo Calvino (1923-1985)

Un visconte diviso in due parti; un barone che va a vivere sugli alberi; un cavaliere che non esiste, ma combatte per Carlo Magno. Sono i protagonisti della favolosa trilogia che Calvino ha riunito sotto il titolo "I nostri antenati". Il visconte dimezzato, il barone rampante e il cavaliere inesistente sono personaggi straordinari creati da Calvino quando, abbandonato il realismo delle prime opere di narrativa, si cimenta col genere fantastico.
Il visconte dimezzato si chiama Medardo. E' tornato dalla guerra diviso in due e la sua parte cattiva compie gesti ignobili, ma la sua parte buona è altrettanto pericolosa perché maldestra. Alla fine le due parti vengono ricucite e il visconte torna ad essere un uomo normale, né completamente buono, né completamente cattivo, ma con l'esperienza di quando era diviso a metà. "Ebbe vita felice - dice il narratore - molti figli e un giusto governo. Anche la nostra vita mutò in meglio. Forse ci si aspettava che, tornato intero il visconte, s'aprisse un'epoca di felicità meravigliosa; ma è chiaro che non basta un visconte completo perché diventi completo anche il mondo".
Il barone rampante è un ragazzo, Cosimo Piovasco di Rondò, che dopo una lite decide di andare a vivere sugli alberi, dove resta fino alla vecchiaia. Quando, ormai anziano, incontra Napoleone, l'imperatore gli chiede di sistemarsi in modo da ripararlo dal sole.
Il cavaliere inesistente è un devoto di Carlo Magno di nome Agilulfo. Ha il grosso difetto di non esistere, ma è il suo unico difetto. E' un soldato perfetto, privo di qualsiasi debolezza, ma se si toglie l'armatura è un soldato che non c'è.

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