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"I NOSTRI ANTENATI"
di Italo Calvino (1923-1985)
Un visconte diviso in due parti; un barone che va a vivere sugli
alberi; un cavaliere che non esiste,
ma combatte per Carlo Magno. Sono i
protagonisti della favolosa trilogia
che Calvino ha riunito sotto il titolo
"I nostri antenati". Il visconte
dimezzato, il barone rampante e il cavaliere
inesistente sono personaggi straordinari
creati da Calvino quando, abbandonato
il realismo delle prime opere di narrativa,
si cimenta col genere fantastico.
Il visconte dimezzato si chiama Medardo.
E' tornato dalla guerra diviso in due
e la sua parte cattiva compie gesti
ignobili, ma la sua parte buona è
altrettanto pericolosa perché
maldestra. Alla fine le due parti vengono
ricucite e il visconte torna ad essere
un uomo normale, né completamente
buono, né completamente cattivo,
ma con l'esperienza di quando era diviso
a metà. "Ebbe vita felice
- dice il narratore - molti figli e
un giusto governo. Anche la nostra vita
mutò in meglio. Forse ci si aspettava
che, tornato intero il visconte, s'aprisse
un'epoca di felicità meravigliosa;
ma è chiaro che non basta un
visconte completo perché diventi
completo anche il mondo".
Il barone rampante è un ragazzo,
Cosimo Piovasco di Rondò, che
dopo una lite decide di andare a vivere
sugli alberi, dove resta fino alla vecchiaia.
Quando, ormai anziano, incontra Napoleone,
l'imperatore gli chiede di sistemarsi
in modo da ripararlo dal sole.
Il cavaliere inesistente è un
devoto di Carlo Magno di nome Agilulfo.
Ha il grosso difetto di non esistere,
ma è il suo unico difetto. E'
un soldato perfetto, privo di qualsiasi
debolezza, ma se si toglie l'armatura
è un soldato che non c'è.
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