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SCHEDA BIBLICA
di Don Ugo Ughi

PREDICARE IL VANGELO

Il capitolo 4° della seconda lettera a Timoteo contiene una serie di raccomandazioni di San Paolo al suo fedele discepolo e collaboratore Timoteo.
La prima e più importante esortazione riguarda lo zelo nell'annuncio della fede cristiana.
"Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno; annunzia la Parola" (II Timoteo 4, 1).
Il tono è accorato, tanto grande è l'urgenza di proclamare il Vangelo, sempre e dovunque. "Annunziare la Parola" è il primo e fondamentale dovere della Chiesa, dell'apostolo, di ogni cristiano: un annunzio fatto con insistenza, perfino in maniera importuna, accompagnato sempre da prole di incoraggiamento e, se necessario, anche di rimprovero. "Insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina" (II Timoteo 4, 2).
Bisogna equipaggiarsi per la missione. E' necessario fare un cammino di preparazione, assimilare, approfondire, appassionarsi. Non si può essere dei mestieranti, noiosamente ripetitivi, senza slancio e senza grinta.
Tanto impegno va innanzitutto motivato dalla fedeltà al Signore che sceglie e invia.
L'apostolo avverte: bisogna mettere sul conto l'eventuale immediato insuccesso. Non è detto che si sia subito ascoltati e accolti. Il Vangelo, pur nella sua perenne attualità, può essere rifiutato; si giunge a non sopportarlo, perché inquietante e sconvolgente.
"Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole" (II Timoteo 4, 3-4).
Questo "giorno" è arrivato; ma non coincide semplicemente con il nostro tempo, perché, in realtà, ogni stagione della storia ha conosciuto, conosce e conoscerà pregiudizi, presunzione, orgoglio, durezza del cuore, illusione di potersi costruire impunemente una verità su misura, a proprio uso e consumo.
Ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre uomini che crederanno di affermarsi prendendo le distanze dal Vangelo. In realtà sono persone schiave delle proprie voglie, delle proprie meschine visioni, dei propri egoismi e schiavi di quella "folla di maestri" che distolgono dalla retta via, solleticando le passioni e gli istinti umani.
E' urgente per noi accorgerci dell'attuale appiattimento su una visione della vita, dell'uomo e delle cose, indotta da chi detiene poteri forti, che subdolamente ingannano, mescolando tutto senza saper e voler distinguere fra bene e male, verità e menzogna.
Quando si rifiuta "il Maestro", non è affatto vero che si decide autonomamente; ci si assoggetta piuttosto ad altri maestri, anche in contraddizione fra loro, ma ascoltati e seguiti, perché assecondano passioni, ambizione, sete di possesso, sogno di assoluta indipendenza.
"Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". Sono parole di Gesù, riportate nel Vangelo di Giovanni al capitolo 8, versetti 31-32.
"Tu vigila attentamente", avverte San Paolo, "sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero" (II Timoteo 4, 5).
Convinzione, chiarezza, coraggio! Val la pena di fidarsi di Gesù, far tesoro della sua parola, mettersi al servizio del Vangelo, per indicare agli uomini la via di Dio, la via della verità, della libertà, della piena riuscita della vita.

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