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Siamo costretti a pubblicare la seguente nota.
Siamo in campagna elettorale e gli animi
si accendono. Il tono della polemica
sale.
Molti (spesso le forze politiche) si
rivolgono a noi per pubblicare articoli
che, prendendo spunto da temi importanti
per le comunità locali, finiscono
per essere dure critiche o attacchi
generalizzati alle Amministrazioni comunali.
Non ci sembra questo il compito che
debba svolgere la nostra rivista. Di
fronte a temi specifici, a battaglie
che riteniamo giuste, non esitiamo ad
essere in prima fila - come già
abbiamo fatto in passato - per informare
i cittadini ed essere di stimolo agli
amministratori. Il nostro però
non è, né vuole essere,
un giornale politico, nel senso comunemente
inteso: non siamo né di destra,
come alcuni ci accusano di essere, né
di sinistra, come altri ci ritengono.
Siamo invece "politici", se
così vogliamo dire, perché
cerchiamo di seguire le cose della polis,
della città. Cerchiamo di
svolgere nei confronti di chi governa
un'azione di proposta e di sollecitazione
che sia coerente con una visione cristiana.
Null'altro.
I partiti hanno i propri spazi e i propri
modi per far conoscere critiche e proposte.
Li usino. Noi preferiamo dar voce alla
gente che spesso (ne è un segno
la percentuale di astensionismo alle
elezioni) dalle forze politiche non
si sente rappresentata. Semmai - ma
nello scriverlo ci sembra già
di peccare di presunzione - ci piacerebbe
poter fare qualcosa per riavvicinare
i cittadini alle istituzioni.
Speriamo di riuscirci almeno in ambito
locale.
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