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Caro Rossano

 

La scomparsa di Rossano Orlandi in seguito a un incidente stradale ha lasciato Pergola sgomenta. Lo ricordiamo commossi, con le parole riportate di seguito, scritte da un giovane che come noi ne ammirava l'umiltà, la bontà l'impegno.
Ciao Rossano, rimarrai con noi per sempre.
A Luca e Marilena e a chi lo ha amato giunga il nostro fraterno abbraccio.
La forza della fede sia la nostra forza.

La Redazione

Caro Rossano

Erano molti i visi affranti di chi ha voluto accompagnarti
per l'ultima volta e starti accanto un istante ancora.
Non era solo un intero paese, e una piccola chiesa e un'ampia piazza
non sono bastate ad accogliere tante anime meste,
col capo chino per nascondere le lacrime.
Dal cielo hai potuto scorgerle tutte, alzando i loro occhi
per poterli vedere e riconoscere il loro viso.
Il volto di tuo figlio Luca e di tua moglie Marilena,
erano loro a dare speranza e conforto a chi si accostava
in lacrime per farsi vicino nella sofferenza.
Il volto dei tuoi fratelli, dei tuoi famigliari e dei parenti,
provati da lunghi ed interminabili giorni d'attesa delle esequie,
ma sereni nell'animo ora che sanno dove poterti pregare.
Il volto dei tuoi colleghi, ai quali nella stanchezza del lavoro
non hai mai negato un sorriso per spezzare la fatica
e la monotonia del lavoro quotidiano.
Il volto di chi condivideva con te la passione per lo sport,
nei momenti di felicità per una vittoria, ma anche in quelli più amari
per una sconfitta che durava solo il tempo di un rimpianto.
Il volto di chi con te aveva combattuto per una società migliore,
in cui l'impegno di ognuno potesse sostenere coloro su cui grava
il peso della malattia e del tempo che inesorabile scorre senza freno.
Il volto dei tanti amici di tuo figlio Luca, dei compagni di scuola
e d'avventura, dei ragazzi seguiti nel cammino di fede e di chi
con lui, e con Te, aveva sorriso negli impegni e scherzato nel gioco.
Il volto di chi ti aveva accolto nella vita di una comunità cristiana,
nei giorni di gioia del matrimonio e della crescita di un figlio,
e in quelli stremanti dell'ultimo saluto.
Il volto di chi non conoscevi ma conosceva Te,
che stimava la grandezza dell'umiltà e la forza della semplicità,
mai mostrate con vanto, ma orgoglio dei tuoi cari.
Te ne sei andato al cielo, chiamato dal Signore a sedere accanto lui,
come un lampo improvviso di un temporale in primavera,
che illumina in un attimo l'immensità del cielo,
senza che però si disperda il fragore del tuono,
lasciando invece un silenzio attonito, la cui eco nasce dal cuore
di chi ti ha amato e ammirato e si espande sino ad abbracciarti ancora.

S. R.

 


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