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Siamo tutti sconvolti dalla violenza
dei fatti di sangue che riempiono le
prime pagine dei nostri giornali. Puntualmente,
coloro che si preoccupano della salute,
della vita, della tranquillità
di milioni di Italiani, chiedono agli
organi costituiti che vigilano sulla
vita della gente, che aumentino il numero
degli addetti ai lavori, li forniscano
di mezzi adeguati, per combattere con
maggior vigore la dilagante criminalità.
A coloro che dicono "è stato
sempre così", rispondo che
non è vero.
In questi ultimi decenni c'è
stato un forte aumento di crimini ed
è aumentata anche la ferocia,
l'efferatezza dei delitti. Non solo
si uccide, ma si cerca anche di far
soffrire, di infierire sulle vittime.
Un bollettino quotidiano di omicidi,
rapine, stragi, stupri. Logicamente
la paura di tutti aumenta: su alcune
strade di notte non si può camminare,
le serrature si rafforzano, si acquistano
i cani più feroci per proteggere
case e uomini.
Certi politici se la finiscano di ripetere
la frase stucchevole: "la situazione
è sotto controllo". Sono
sotto controllo i cadaveri delle povere
vittime, perché dopo i delitti
tutti corrono, ma in realtà siamo
tutti in pericolo, specialmente le persone
più deboli, donne e bambini.
Molti si chiedono: "era meglio
prima?"
E' difficile rispondere a questa domanda.
Una cosa è certa. In tempi ormai
lontani, di sera nelle grandi città,
si poteva tranquillamente uscire per
ammirare i prodotti esposti nelle vetrine
dei negozi, sapientemente illuminate,
tanto che era uno spettacolo piacevole
da vedere e ammirare. Oggi sarebbe da
temerari, perché si corre il
pericolo di furti o di aggressioni.
I bambini sono fortemente penalizzati
da questa situazione, i genitori sono
terrorizzati, perché temono fortemente
per la loro incolumità e per
i rapimenti.
Qualcuno si domanda se la televisione
sia esagerata nel riferire troppe volte
particolari agghiaccianti di crimini
feroci. Direi che è vano fermare
la cronaca: i giornalisti devono poter
esercitare la loro professione in piena
libertà. La maggior parte dei
giornalisti italiani vanno lodati per
la serietà esemplare con cui
esercitano la loro professione e anche
per una certa moderazione nel riportare
le cronache. Così dicasi anche
dei giornalisti televisivi: pienamente
consapevoli del loro ruolo, hanno senso
di responsabilità e di moderazione.
Altri se la prendono con gli extracomunitari.
Occorre esaminare senza pregiudizi il
fenomeno immigratorio in Italia. Ormai
per molti è diventata la "terra
promessa". E' anche un bene, un
arricchimento per noi poter impiegare
nelle nostre industrie, specialmente
nei lavori più umili, disertati
dagli Italiani, mano d'opera straniera.
Dare lavoro ai disoccupati è
anche un dovere di carità e di
solidarietà cristiana. E' evidente
che tra gli immigrati c'è anche
chi ci marcia. Giovani senza scrupoli
vengono in Italia, per arricchirsi con
mezzi illeciti, e a volte commettono
delitti orrendi. Gli stranieri hanno
le loro colpe, ma noi Italiani non possiamo
dichiararci innocenti. C'è anche
una forte matrice italiana nell'organizzazione
del crimine, specialmente nella criminalità
mafiosa.
Un'altra causa che favorisce l'aumento
della criminalità, e di cui siamo
tutti colpevoli, è la caduta
dei valori. Quando c'è l'esaltazione
di pseudo-valori come il denaro, il
sesso, la violenza; quando vengono meno
la fede, l'onestà, la morale;
quando con il permissivismo si è
insegnato per anni che tutto è
lecito, si spiana la strada all'anarchia
e al delitto.
Questa civiltà del malessere
e della perversione l'abbiamo creata
noi.
"Chi è senza peccato scagli
la prima pietra".
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